di Massimo Bernardi 13 Maggio 2010

Da oggi al 17 maggio a Torino c’è il Salone Internazionale del Libro di Torino, edizione n.23, nei padiglioni 1, 2, 3, e 5 del Lingotto Fiere. Per vivere come si deve il maggior evento librario italiano aiutatevi con il sito della rassegna, molto curato, e con questa piccola guida, tra caffè storici, ristoranti, negozi e b&b, allestita alla bisogna da Dissapore. E se avete consigli da aggiungere, beh, fatelo.

CAFFE’
1) Pasticceria Venier – Via Monte di Pietà 22, tel. 011 541592.

Le cose migliori della vita non sono affatto gratis e per averle serve un po’ di pazienza. Prendi gli Umbertini, specialità alle nocciole e mandorle della piccola e spesso affollata pasticceria Venier, che, tanto per essere chiari, serve il migliore cioccolato in tazza della città del cioccolato. Se è per questo, anche la migliore torta Sacher. Ma entrare qui (riuscire a farcela) rinfranca lo spirito anche solo per il profumo dei lieviti. Oltre che per il delizioso Marocchino, pausa per eccellenza dei torinesi.

2) Pfatish – Via Sacchi 42, tel. 011 568 3962. Sito.

Miracolosamente intatto negli anni —e sono oltre 90— apoteosi di noce massello, lampadari di Murano e marmo screziato, Pfatish è per i torinesi la pasticceria del Festivo, una delicata meringa al cioccolato simbolo del locale, o ancora dei maron glacè fatti a mano, probabilmente i migliori del mondo. Per dire: chi cerca una valida alternativa alla solita Nutella, qui trova 6 (sei!) gusti diversi di crema spalmabile, dal “cacao amaro” al “caramello”.

3) Mulassano – Piazza Castello 9, tel. 011 547990. Sito.

Anche qui specchi, marmi, legni scuri e bronzo. Non a caso, Mulassano è stato aperto un lieto giorno del 1907, mica bruscolini. Al fascino contribuisce l’entrata imponente sormontanta dalla gigantesca insegna, e fatti bizzarri tipo l’invenzione del tramezzino, ufficialmente nato qui nel 1925. Il bicerin, il marocchino e il caffè in tutte le sue declinazioni restano tra i migliori della città, come le bignole, capolavoro della pasticceria locale.

4) Pastis – Piazza Emanuele Filiberto 9b, tel. 011 5211085.

Decorato in un variopinto stile retrò (anni ’50 circa), il Pastis può essere descritto come un “caffè alternativo”. Tipo che il buffet dell’aperitivo va dalle 17:30 alle 20 (prosciutto crudo, salsiccia affumicata, formaggi e torte salate accompagnati dalle birre o da un bicchiere di vino che non superano mai i 3-4 €). Il bar poi si trasforma in ristorante che non serve cucina piemontese ma piatti leggeri e creativi di ispirazione siciliana. C’è anche una galleria che promuove giovani artisti, con mostre settimanali, e relativi vernissage, ogni mercoledì alle 22:00.

RISTORANTI

5) Consorzio – Via Monte di Pietà 23, tel. 011 2767661. Sito.

Dalla recensione di Dissapore del 13 marzo 2010. Ti siedi tranquillo, ordini tranquillo, bevi tranquillo, hai sorrisi a scialo e quella fratellanza che subito cogli, anche se la carta, o meglio il libro dei vini si chiama “Eccessi e Riflessioni”. La triade di carne cruda è sempiterna. Fassona al coltello, salsiccia di fassona battuta, e cuore di gamba anteriore marinato. Grandiosa la selezione di formaggi, portati fin lì dall’entusiastico produttore: avrai vertigini da tome ed erborinati, piccole produzioni e grandi classici.

6) Magorabin – Corso San Maurizio 61. Tel. 011 81.26.808. Sito.

Uno dei rapporti qualità-prezzo migliori della città, rasserenante e godibile il menù Torino a 35 €. Locale piccolo, pochi i tavoli e porzioni generose come usava un tempo. Dev’essere per lo chef Marcello Trentini, così entusiasta che a volte si lascia prendere la mano. Tajarin carnali e maialino da latte confit sono tra i piatti facilmente inseribili nella lista dei 10 migliori di Torino. Sovrumana carta dei vini (ma non c’era la crisi?).

7) CubicoVia Saluzzo, 86/Bis Via Antonino Teologo, Settimo Torinese (TO). 35 € Sito.

Pane (notevole), grissini, pasta, perfino il gelato, tutto fatto a mano, un laboratorio gastronomico più che un ristorante. Gestione giovane, servizio curato, prezzi attenti, menu degustazione che cambia ogni giorno sempre con sei piatti, dall’antipasto al dolce, tipo le facce di un cubo. Ma chi vuole può averne anche uno solo. Cucina classica/piemontese, carta dei vini più piemontese che classica.

NEGOZI

8) Guido Gobino. Via Lagrange 1, tel. 011 5660707. Sito.

A pochi passi dal Museo Egizio, il negozio del famoso Gobino conserva 13 teche, una per ogni interprete della sua storia, dal gianduiotto Tourinot all’Amarissimo. Moderno, in una città i cui cioccolatieri spesso dimenticano di esserlo, è stato tra i primi a introdurre le monovarietà e un packaging molto sexy. Nei magici laboratori prepara praline (mondiale quella al barolo chinato) per cui ormonano i cioco-adepti del pianeta.

SUPERMERCATI (SUPERMERCATI?)

9) Eataly – Via Nizza 230, tel. 011.1950681. Sito.

Ormai la vera attrazione della festa (torinese), per Eataly, sorta di Ikea del gusto con rivendite in Italia e nel mondo, tutti continuiano a starnazzare “hoo-ha” e altri gridolini di sorpresa. Carni doc, pesce fresco, pane & pizza, sapori scomparsi, incredibile collezione di birre, caffè dal Guatemala, latte crudo, attenzione a prezzi e qualità. E poi corsi di cucina, eventi, una libreria culinaria e i ristorantini a tema dove si mangia con poco. Vi sembra abbastanza?

BED & BREAKFAST

10) L’orso poeta – Corso Vittorio Emanuele II 10, tel. 011 5178996. 110 €. Sito.

Non costa poco ma vale fino all’ultimo euro. Aristocratico il palazzo che lo ospita, con vista sul Po, raffinato l’arredo d’epoca, accogliente e gentile la proprietaria, sempre a disposizione nell’appartamento accanto. Le due stanze, camera da letto e stanza per la colazione con spettacolare affaccio sul Parco del Valentino, rendono tollerabile il rumore di una delle zone più vive di Torino.

[immagini: Flickr/Neuroviola, TorinoePlatinum, Torino Flash Festival, Flickr/Duarte Santos, Altissimo Ceto, Flickr/Un tocco di zennzero, Flickr/Nerciss, Guardian]