di Adriano Aiello 4 Ottobre 2012
bivacco, ordinanza, alemanno

Non esiste sindaco che non ami le ordinanze. Già pronunciare il termine dà un certo brivido di potere, rigore e fermezza. Scandite e sentite come suona: o-r-d-i-n-a-n-z-a. Perché non la chiamano “ora fate come dico io”, sarebbe più efficace. Ad Alemanno poi le ordinanze piacciono proprio (ricordate quelle sulla prostituzione, l’alcool fuori dai locali, e i giocolieri di strada, sì i giocolieri).

Piace meno la sua conduzione che è uno dei pochi casi di sentire comune e trasversale nella capitale italiana, solitamente spezzata in due tra la sua anima popolare e anti-fascista (a Roma è un termine che si usa ancora molto) e un diffuso pensare di destra.

L’ultima ordinanza ci interessa in particolar modo perché vieta il bivacco. Cioè? Non puoi mangiare in giro. La satira nasce spontanea come un’asfissiante domanda di Lubrano, ed ecco che un po’ ovunque si parla di ordinanza anti-panino, anti-tramezzino ed epiteti vari.

Ora per quanto sia sempre brutto “sporcare” una bella storia ad alto potenziale comico con la verità, va aggiunto, per sano dovere di cronaca, che l’ordinanza riguarda delle specifiche aree “di particolare pregio storico, artistico, architettonico e culturale ricomprese nel perimetro della Città Storica di Roma”. Le altre zone di Roma si possono sporcare con crasso disinteresse, il centro no, almeno fino al 31 dicembre, termine dell’ordinanza. Ma soprattutto l’ordinanza esisteva già dal 30 marzo 2012 ed è scaduta il 30 settembre, ma pare non se ne sia accorto nessuno.

Non è chiaro se sia o no un segno dei tempi ma la politica sembra fare ogni giorno qualcosa per ridicolizzare se stessa. Poteva mai Alemanno resistere al desiderio di lasciare il suo segno definitivo nell’amministrazione con un’ altra perla assoluta? Per essere chiari: che il bivacco romano sia alquanto invasivo non è in discussione, ma che una città coi problemi di Roma in termini di servizi, urbanistica, debiti, appalti, corruzione, sanità, raccolta differenziata e criminalità si metta a dare la caccia ai mangiatori indomiti di panini genera momenti di vera ilarità.

Infine una piccola curiosità giuridica: trovo sempre un po’ deliranti i range sanzionali nei provvedimenti. Ma cosa vuol dire “chi trasgredirà dovrà pagare una multa che va dai 25 euro ai 500”?

500 euro se sfoggi una porchetta dentro i fori imperiali, 25 euro al toast di basso profilo accovacciato su te stesso? E quanto hanno preso di multa Mario Staderini e Angelo Bonelli, rispettivamente segretario dei Radicali e presidente dei Verdi per il loro panino indignato mangiato al Pantheon?

Occhio che (notizia vera) sabato 6 ottobre si terrà una braciolata serale organizzata nella centralissima piazza San Callisto. Dalle sanzioni ci si aspetta il risanamento della capitale.

[Crediti | Link: Dissapore, Lettera 43, immagine: Corriere Roma, elaborazione Antonio Tomacelli]