di Giorgia Cannarella 7 Gennaio 2013
Althea, Amore e sughi, bacio gay, pubblicità

Viviamo in uno strano paese. Un paese dove con ammirevole disinvoltura definiamo Studio Aperto un telegiornale, dove la salsa cinica di Barbara D’Urso è la sola che salva la domenica (Barby) di Canale 5, ma dove una pubblicità con bacio omosessuale può andare in onda esclusivamente dopo le 23. Succede a due spot della azienda parmense di sughi pronti, Althea: nel primo, il bacio tra due uomini reclamizza l’amatriciana, nell’altro, il bacio tra due donne fa la stessa cosa con il pesto.

Le pubblicità sono parte della campagna promozionale “Amore e sughi”, composta da cinque spot, protagonisti degli altri sono un uomo e una donna, due ragazzi in campeggio e un’anziana coppia. Bacio, zoomata sul barattolo di sugo che se ne sta in un angolo della scena, e la voce fuori campo che dice “Althea, amore e sughi”. Dieci secondi in tutto. Gli spot con le coppie omosessuali ritenuti inadatti alla programmazione diurna, hanno subito l’onta del confino dopo le 23 – e subito, prevedibilmente, si è alzato il polverone mediatico.

Anche se, come già nel caso Ikea/Eataly, il dubbio che questo tipo di pubblicità sia utile a combattere l’omofobia rimane. Gli spot Althea fanno passare il messaggio dell’amore gay naturale come quello etero, o cercano solo facile visibilità per l’azienda?

Ancora una volta, infatti, il basta che se ne parli si conferma vincitore assoluto. La pagina Facebook di Althea – Amore e sughi ha superato i quarantamila “mi piace”, e sulla bacheca compaiono frasi come “D’ora in poi comprerò solo i vostri sughi, avete conquistato il mio cuore” o “Bravissimi! Finalmente un’azienda italiana con il coraggio e la maturità di raccontare il mondo per com’è davvero! Vado a comprarvi”.

[Crediti | Link: River, Dissapore, Facebook]