Prova d’assaggio: illy Espresso vs. Kimbo Espresso Napoletano

“E’ complicato far capire a chi è fuori dall’ambiente come simili bisogni apparentemente volgari siano assoluti”. Lo scriveva Tom Wolfe nel 1970 in ‘Radical Chic. Il fascino irresistibile dei rivoluzionari da salotto’. Spero nella comprensione dello scrittore americano si rivolti nella tomba se uso le sue parole per descrivere la passione incontenibile di noi italiani per il caffè. Protagonista dell’episodio n.18 di Prova d’assaggio, il test settimanale tra prodotti della stessa categoria di Dissapore, in un tripudio di moka 100% arabica con il gradino più alto del podio conquistato da Illy, torna oggi nella versione espresso in cialda. Proveremo anche altri marchi ma a sfidare Illy nell’episodio numero 50 è Kimbo Espresso Napoletano, suggerito proprio in quella circostanza da voi lettori.

CONTENDENTI

Kimbo Espresso Napoletano
Illy Espresso (tostatura scura)

Il test si è svolto “alla cieca”. Ricordo che non sono una tecnologa alimentare, e che il verdetto è oggettivo con deviazioni personal-affettive.

CRITERI

– Aspetto visivo
– Analisi olfattiva
– Gusto
– Tatto

Illy Espresso.

Formato: 125 g (18 cialde). Prodotto confezionato in Italia da illycaffè S.p.A. via Flavia 110 – Trieste.

– Giudizio: più debole rispetto alla versione moka per corpo e bouquet.
– Packaging: squadrato di cartone. Confezione elettrizzante, stilosa e moderna.
– Aspetto visivo: miscela omogenea, colore abbastanza scuro con tenui riflessi nocciolati. Bevanda cremosa con livello moderatamente alto degli olii in sospensione.
– Analisi olfattiva: i composti presenti nel retrogusto del caffè producono un’aroma ricco e complesso con prevalenza di una gradevole nota cioccolatosa.
– Gusto: caffè completo con un limite nella corposità poco sviluppata. Livello aromatico elevato.
– Tatto: morbido e di buona corposità.
– Prezzo: € 50,24/al kg quindi € 6,28
– In breve: senza diavolo in corpo.

VOTO 6,5

Kimbo Espresso Napoletano.

Formato: 125 g (18 cialde). Caffè Do Brasil S.p.A. Via Appia km 22,648 – Melito di Napoli (NA), Italia

– Giudizio: impianto aromatico più semplice rispetto a Illy, ha buona corposità e un flavour, o meglio, una combinazione tra corpo e sapore che danno assuefazione.
– Packaging: classico di cartone squadrato, confezione squillante (il rossonero è ancora di moda?).
– Aspetto visivo: in tazza spicca la crema densa e persistente, sensazioni di un caffè maturo e completo.
– Analisi olfattiva: sapore marcato, l’aroma richiama il pane tostato.
– Gusto: rotondo, quello di un caffè bilanciato con note distintive tutte al giusto livello.
– Tatto: vellutato.
– Prezzo: € 31,92 /al kg quindi € 3,99
– In breve: vero espresso napoletano.

VOTO 7

Vince il test — Kimbo
Miglior rapporto prezzo felicità — Kimbo

COSE IMPARATE DA QUESTA PROVA D’ASSAGGIO
Piccole delusione per l’espresso Illy in versione cialda. Intendiamoci, è un caffè senza difetti con grande impianto aromatico ma carente di corpo. La spunta Kimbo, equilibrato e voluttuoso nel sapore come un caffè napoletano deve essere. Più in generale, due caffè ottimi anche nella versione cialda.

Siete anche voi tra i fan delle cialde? Sono questi i marchi che preferite o ne avete altri da suggerire?

[Prova d’assaggio: tutti gli episodi. Immagini: Carmelita Cianci]

Avatar Carmelita Cianci

5 Novembre 2012

commenti (16)

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  1. Avatar sara ha detto:

    mi piacerebbe faceste un confronto tra le capsule delle due marche (la iperespresso della illy e quella di kimbo).

  2. Ho seri dubbi che Tom Wolfe si stia rivoltando nella tomba, più probabilmente sarà alle prese con inequivocabili segni apotropaici visto che è vivo e vegeto!

    1. Avatar pius ha detto:

      Ed è pure uscito l’ultimo libro: “Back to blood”.

  3. Avatar appetito ha detto:

    Immagino che non sia il medesimo caffé Kimbo che ci propina Autogrill

    1. Avatar triti ha detto:

      Vero! Proprio ieri fatto tappa in augogrill per un caffe … imbevibile!
      Dopo il primo sorso l’ho lasciato là … io poi lo bevo amaro, ma come si fa?

  4. Siete stati molto buoni con Illy…perchè la versione espresso in cialde è davvero pietosa. Un pessimo caffè.

  5. Sinceramente la comparazione tra un 100% arabica e un Caffè tipicamente Napoletano (dunque almeno 50/50% arabica/robusta) non sta in piedi. é come dire che la 500 sta in garage e la Mercedes no.
    Mi piacerebbe che inserisse anche i parametri che ha utilizzato per la degustazione, è stata molto dettagliata (ed molto enfatizzante) senza però spiegare molto.
    DI per se comunque entrambe sono ben lontane da definirsi “come al bar”.
    Anche la data di produzione gioca un ruolo fondamentale, sopratutto per il profumo e la crema.

    1. Nel lontano 1997 Leonardo Romanelli smontava uno dei luogocomunismi
      più diffusi sul caffè e così scriveva:
      “Grazie ad un incessante lavoro pubblicitario, ormai tutti sappiamo che sono due le varietà principali di caffè: la robusta e l’arabica. La prima viene giudicata di peggiore qualità, mentre l’arabica è diventata sinonimo di bontà assoluta. Non è proprio così, alcuni preparatori di miscele utilizzano sempre un po’ di robusta, facendo capire che tutto dipende dal tipo di pianta: ne esistono di migliori e di peggiori, e quindi non si tratta di demonizzare tutta la varietà ma di
      selezionare le piante migliori. ”
      Cmq,Davide,vista la competenza con cui ti esprimi ,cosa intendi per “parametri utilizzati “?
      E cmq,anche se andava fatta fra due arabica,la prova è interessante perchè
      ( è un’opinione di Carmelita,non la verità,ma penso sincera e onesta) vince di poco Kimbo che è una miscela tra robusta e arabica (e costa la metà).
      Io non li ho degustati e non posso esprimermi.Posso dire che Illy non è il mio caffè preferito.Ciao
      http://www.coopfirenze.it/informazioni/informatori/articoli/2792

    2. Avatar Riccardo ha detto:

      Io una Mercedes non la comprerei mai, pretenziosa.

  6. non compro l’espresso in cialde, uso la polvere
    quando lo assaggiai in questa forma ho trovato kimbo troppo tostato per i miei gusti e quindi con l’aroma sbilanciato in questo senso (comunque il mio palato detesta di più i caffè conformi al trend attuale -bassa tostature per amplificare le note acide che a me piacciono appena percettibili-) peraltro in quasi tutti i caffè assaggiati è debole la parte iniziale dell’aroma (fiori, frutta) non ho pregiudizi sul tipo, l’arabica di solito viene aggiunto per la schiuma, ma tale tipologia non è di per sè indice di bassa qualità, ci sono ottimi robusta e pessimi arabica ma mi pare strano che il packaging rovesci completamente le percezioni (a meno che per “diavolo in corpo” l’autrice intenda “sapore di bruciato”), una ragione in più oltre a costo e attenuazione dell’aroma per non passare alle capsule….

  7. Avatar Irene ha detto:

    è pur vero però che la robusta si ricava da piante che crescono in zona, altezze e climi differenti dalle piante da cui si ricava l’arabica, quindi pur selezionandole parliamo comunque di 2 prodotti diversi

  8. le cialde sono oramai superate , le capsule sono la vera rivelazione e ottengono una qualità molto alta ….