di Andrea Soban 16 Gennaio 2013

Gli dai un dito e si prende il braccio Giovanni Rana, certo, proprio quel Giovanni Rana, e ora apre ristoranti “da Giovanni” come fossero funghi nel ripieno dei suoi famigerati cappelletti. Del resto il fast food della pasta non poteva che essere nostrano, ma che abbia successo è un altro paio di maniche, servi una tagliatella scotta a un italiano poi vedi.

Si mangia al costo di buono pasto o giù di lì (da 8,90€ a 10,90€), scegliendo dal menu (anche in versione baby) un piatto di pasta generoso, un dolce e una bottiglietta d’acqua (le bevande americane costano di più). Tanta sostanza, le chiacchiere stanno a zero.

ristorante da giovanni rana menuristorante da giovanni rana retrobanco

Unica variante concessa la pizza, a tranci, con funzione spezzafame tra il pranzo e la cena. Alle spalle del personale, nei ristoranti piacevoli e pulitissimi, le mega lavagne insistono sui diversi tipi di pasta e sui sughi, che per il bel faccione di Giovanni Rana che dall’alto di una gigantografia sorride benedicente, rappresentano un fatturato di 300 milioni e uno stabilimento americano da 65 milioni nuovo di zecca, tutto in euro. Sono buoni? Non sono per niente malvagi, ecco.

giovanni rana gigantografiaristorante da giovanni rana lampadariristorante da giovanni rana bancone

Fast food della pasta, dicevamo semplificando, e dunque vassoio in legno da portarsi al tavolo con intagli per le posate e tovagliette di carta. Oltre le casse si apre la cucina che definire a vista non è esatto –è proprio lì–, dove il cuoco, ricevuta la comanda, preleva da uno dei tanti cestelli all’interno del bollitore la quantità di pasta necessaria (o pesa gli gnocchi da cucinare), condita poi sopra le piastre a induzione. Un sistema di lavoro molto rapido e bene organizzato.

ristorante da giovanni rana tagliatelle al raguristorante da giovanni rana gnocchi gratinati

Il menu del ristorante “Da Giovanni” di Verona, aperto nel centro commerciale Corti Venete, prevede a 5,90 € l’uno: tagliatelle al ragù, ravioli al brasato, cappelletti con sugo di panna e prosciutto, gnocchetti alla crema di caprino; a 6,90 € l’uno: gnocchi ripieni di gorgonzola gratinati con sugo di funghi e speck, tortellini alla carne e il piatto del giorno, paccheri alla pescatora. Più cari (9€ l’uno) i ravioli al radicchio con ragù bianco di vitello e le tagliatelle ai funghi. Tra i dolci: tartufata con amarene, crostata di frutti di bosco, tiramisù, torta di ricotta, torta della nonna e macedonia.

Alla resa dei conti, soprattutto i conti di Giovanni Rana, il risultato è ottimo: ristorante pieno e clienti soddisfatti. Si mangia mediamente meglio del bar o take away o fast food sotto l’ufficio, ma discretamente peggio rispetto a una buona trattoria. Ma i tempi di digestione sono paragonabili.

ristorante da giovanni rana tartufataristorante da giovanni rana esterno

In definitiva, omologazione del gusto o ineccepibile (quasi, il fritto grida ancora vendetta) alternativa alla ristorazione da pausa pranzo con menu e prezzi popolari? Più la seconda della prima, a meno che, quelli che ci sono stati, vogliano smentirmi.

P.S. Questa invece è la versione americana.

[Crediti | Link Dissapore. Immagini: Andrea Soban e Shopsandthecity]

commenti (46)

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  1. Avatar jade ha detto:

    a Roma in un paio di centri commerciali c’è da un sacco di anni, il signor Rana.
    secondo me si mangia senza sorprese, la pasta è quella che compreresti al banco frigo, tale e quale. buona soluzione se ci si trova costretti a mangiare in un centro commerciale che solitamente non offre alternative emozionanti.

    1. Avatar jade ha detto:

      la tirano fuori dalle vaschette, non la fanno sul posto

  2. Giovanni Rana in italia ha aperto questi locali da anni e continua ad aprirne. Qual’è la novità? Da un paio di mesi è sbarcato anche a New York, al momento con successo. In sala la figlia. Quale miglior P.R.?

    1. Ah si??
      …Grazie mille per avermi avvisato, non e’ che gentilmente potresti anche indicarmi quanto chiedere come corrispettivo al signor Giovanni? 😉

    2. Avatar Nome ha detto:

      Per favore non ricominciate con la solita storia della pubblicità più o meno occulta.

    3. Avatar razmataz ha detto:

      che palle con ‘sta storia dei marchettoni.
      ebbasta.

  3. Anche in CC fronte aeroporto a Bergamo è presente da anni. Compagna ci prese della pasta tempo fa, mentre io addentavo anatra del cinese a fianco. Restai ben più soddisfatto di lei.

  4. Provato un anno fa.
    La pasta di Giovanni Rana è un buonissimo prodotto in termini relativi cioè se si considera la sua matrice industriale, i sughi e le cotture proposte all’interno dei suoi ristoranti li ho trovati sciapi e complessivamente deludenti.
    I dolci allora erano di Bindi

  5. Ci ho mangiato due volte.Non ricordo cosa mangiai.Digestione pesante.
    Praticamente il sistema è un pò simile a Grom.C’è un centro in cui viene
    fatto il grosso.Poi messo sottovuoto e refrigerato e distribuito.Non è la cucina
    espresso.Secondo me è carica, chiaramente di additivi, e conservanti.Anche nei i centri commerciali c’è qualcosa di meglio.E di peggio.Può essere meglio anche di una trattoria pessima dove si spende di più ,ma certamente non arriva alle buone
    trattorie.Andrea che volevi dire con “i tempi di digestione sono paragonabili”.
    Trovo interessante parlare di queste grandi catene perchè chi legge può farsi un’idea.G.Rana è anche un abile uomo di marketing.Uno dei primi a metterci la faccia.

    1. Mah dunque la consulenza ci stara’ pure ma le 2 volte che ci son stato son rimasto piu’ deluso che altro. Speravo di farmi un buon piatto di pasta e invece propio li non ha funzionato….. Peccato, bella la location e il format ma vedremo, NY non e’ una piazza facile.

    2. Avatar vsr ha detto:

      Non ha chiuso, lo hanno fatto chiudere. E’ arrivata ai proprietari dello stabile un’offerta superiore.

    3. io sapevo avesse chiuso, appunto, perchè il proprietario non ha rinnovato l’affitto: si parlava volesse dedicare il palazzo (di pregio) a destinazione artistica/museale

  6. Avatar gio ha detto:

    Mai provati, ma sono contenta che ci siano. Sono campanilista, tifo per il made in Italy e mi fa piacere che ci sia una concorrenza tutta nostra ai vari Mac Donalds, Burgher King e compagnia bella.