In effetti c’è gente che le Pringles le ama da morire. Anche perché altrimenti non si spiegherebbe tanto il successo di un tubo contenente un impasto di patate, farine, emulsionanti e olio tagliato a fettine sottili.
Ed è evidente che il signor Pringles l’ha capito e si è fatto venire in mente un’idea geniale. E se non esiste nessun signor Pringles, a noi piace pensare che invece ci sia, perché è più facile immaginare che l’ultima trovata di marketing del marchio sia frutto della mente di un gigantesco tubo di patatine con gambe e braccia che attribuirla a un dirigente in carne ed ossa.
La fantastica storia del Signor Pringles
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Così, il Signor Pringles una mattina si è svegliato piuttosto infastidito dalle esagerazioni del marketing di KFC, che fa tatuare alla gente il pollo fritto in cambio di una manciata di coupon omaggio. Mentre si lavava i denti, il Signor Pringles ridacchiava, realizzando non solo che quelli del KFC erano dei pivelli, ma che anche quelli della Lidl, con i loro gadget strani e improbabili che diventano virali, in fondo in fondo erano ridicolmente ingenui. Lui, il signor Pringles, avrebbe invece avuto l’idea di marketing del secolo, quella che avrebbe fatto impallidire tutti i concorrenti. Molto più estrema di un tatuaggio al pollo fritto, e molto più virale di qualsiasi croissant poggiatesta. E, letteralmente, eterna.
L’urna by Pringles
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Non so se si era capito che era un racconto inventato e che non esiste nessuno Signor Pringles fatto di impasto di patate farina oli ed emulsionanti, ma ecco, noi è così che immaginiamo che si avvenuta la genesi della nuova campagna di marketing targata Pringles, altrimenti non si spiega.
Per farla breve, per Halloween il marchio ha lanciato una campagna che permette a un fortunato fan di vincere un’urna funeraria personalizzata a forma di collezione cilindrica di patatine. Insomma, se vuoi puoi diventare un testimonial a vita di Pringles. Anzi no, quello succedeva con KFC e la sua proposta di tatuarti; qui si va invece addirittura oltre la vita, arrivando a toccare pure quel che c’è dopo, e soprattutto costringendo gli eredi a tenere in casa un finto tubo di Pringles contenente le tue ceneri.
Però ecco, loro possono dirsi contenti, perché riceveranno in eredità quel che resta del premio che Pringles darà a chi accetterà: duecento anni di scorta di patatine. Altro che investire sul mattone come bene rifugio.
Sarebbe da capire cosa significano in termini numerici duecento anni di Pringles omaggio, giusto per fare un conto (a un po’ meno di due euro a confezione) di quanto vale per il marchio la tua devozione eterna. E di quanto intendono pagare una pubblicità enorme basata sulla tua morte. Valutate poi voi quale sarebbe la cifra giusta, e dubitiamo che le due cose possano in qualche modo corrispondere.
Non è la prima volta
Peraltro, non sarebbe manco la prima volta che questo succede, e nella volta precedente non c’erano nemmeno i duecento anni di patatine omaggio.
Si narra infatti che Fredric J. Baur, il chimico organico e specialista nella conservazione degli alimenti che lavorava per Procter & Gamble e che inventò il celebre tubo per contenere le patatine (trovandolo più pratico di un sacchetto e dando il via alla riconoscibilità delle Pringles) chiese alla sua morte (avvenuta nel 2008, all’età di 89 anni) di collocare parte delle sue ceneri in una confezione di Pringles Original.
Ecco, diciamo che per lui quello era un simbolo dell’idea che probabilmente lo aveva fatto diventare ricco. Per voi no, è solo un modo per vendere la vostra dignità in cambio di una scorta di patatine.