di Chiara Cavalleris 18 Agosto 2018

Siete sul litorale di Falerna Marina, in Calabria, per cenare con la vostra famiglia. E’ uno di quei locali sulla spiaggia che di giorno affittano gli ombrelloni e la sera imbandiscono le tavole con tovaglie bianche e sciampagnotte. Si chiama “Riva”, per l’appunto.

Probabilmente ordinate un fritto di pesce, o una fetta di spada alla griglia, che irrimediabilmente sarà rattristata da un ciliegino tagliato a metà. Avete qualcosa da ridire sulla cucina e lo fate presente al personale di sala. In effetti potreste scrivere una brutta recensione su TripAdvisor al vostro ritorno a casa, ma voi siete migliori di così.

Quindi vi prendono a bastonate.

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Se il finale di questo racconto vi pare poco credibile e faticate ad immedesimarvi in una simile situazione, presi a legnate per aver detto, chessò, che il pesce era troppo cotto, avete ragione: i protagonisti di questa storia non siete voi. E nemmeno potreste esserlo, se siete bianchi.

Il fatto è accaduto a M.C.J., 29enne dominicano, dopo una cena al ristorante sopracitato consumata con la moglie, in dolce attesa, e la suocera, cuoca di professione. L’aggressione, riporta il Corriere della Sera (cartaceo), si sarebbe consumata nel parcheggio del locale per mano di sette persone, tra i quali un cameriere del Riva.

Lo aspettavano al varco, letteralmente, per cantargli un motivetto: “Siamo in Calabria, non sei a casa tua, vai via negro di merda”. Racconta la vittima di essere scesa dall’auto, perché quelli avevano preso a botte il finestrino e voleva verificare i danni. Subito erano in due, specifica, qualificatisi come addetti alla sicurezza del locale.

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Si è aggiunto un terzo, presumibilmente il cameriere, con bastone in mano e tutte le intenzioni di coinvolgere altri nell’aggressione. Avrebbe intimato a un altro extracomunitario presente di cacciare M.C.J. Detto fatto, la rissa si è fatta grossa, il gruppo di picchiatori sempre più nutrito sull’unica vittima, che ha riportato diverse fratture. Anzi, pure la suocera è stata coinvolta: nel tentativo di aiutare il genero se le è prese pure lei, rompendosi una spalla.

Mentre la polizia analizza le registrazioni della video-sorveglianza, il proprietario del Riva prende le distanze dall’accaduto: “Il razzismo non c’entra”, dice, “Se qualcuno dei miei dipendenti ha sbagliato, pagherà”. Sottolinea che al suo ristorante, frequentato da “tantissimi neri”, lavorano due extracomunitari. Aggiunge, inoltre, che la vittima non gli era parsa scontenta della cena: “Li ho visti sorridenti e mi hanno fatto i complimenti per il cibo, tanto che gli ho anche offerto un amaro”, dichiara, sempre al Corriere.

[Crediti: Corriere della Sera]