di Chiara Cavalleris 5 Dicembre 2018
birra artigianale

Un piccolo passo per il Governo, un grande passo per la birra artigianale italiana: con un emendamento alla (arcidiscussa) Legge di Bilancio 2019, ieri la Camera ha approvato una riduzione delle accise del 40% per i birrifici che producono meno di 10.000 ettolitri annui. Ad annunciarlo è stata la deputata del Movimento 5Stelle Chiara Gagnarli, che ha proposto l’emendamento, sulla sua pagina Facebook.

“Dopo anni di misure contraddittorie che non hanno portato benefici ai bilanci dei birrifici artigianali abbiamo lottato affinché venisse dato un segnale forte ottenendo la riduzione per questa fascia di produzione che ricomprende la maggior parte dei birrifici presenti in Italia”, ha commentato l’Onorevole.

Lo sconto del 40% è ovviamente riservato ai produttori artigianali, e quindi indipendenti produttori di birra non pastorizzata, che attualmente pagano le stesse tasse dei grandi marchi.

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Un’accisa che, peraltro, è di per sé alta; una delle più care tra i Paesi membri, e soggetta a una curiosa anomalia. Viene applicata alla birra, ma non al vino.

In pratica la birra è l’unica bevanda alcolica “da pasto” a pagare le accise: a livello fiscale una pinta è paragonabile più a un bicchiere di rum che a un calice di rosso.

Se già la legge italiana ostacola il mondo della birra, immaginatevi quanto possa pesare, sui produttori artigianali, un’accisa indifferenziata tra loro e le multinazionali di settore.

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Dopo anni di insistenze e false speranze da parte dei microbirrifici, sommate a contentini beffardi – due anni fa, in questi giorni, si discuteva di una diminuzione dell’aliquota di pochi centesimi, ovviamente indifferenziata – le cose potrebbero cambiare sul serio: il 40% in meno (su 3 euro di aliquota) non è poco, specialmente se si considera che coinvolgerebbe la maggioranza dei birrifici artigianali italiani.

Non tutti, però, dal momento che alcuni producono più di 10.000 ettolitri e, come previsto dalla legge, in Italia un birrificio artigianale è considerato tale finché non raggiunge i 200.000 ettolitri.

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L’emendamento della Gagnarli prevede, inoltre, una riduzione di un centesimo sull’aliquota, che passa da 3 a 2,99 euro per ettolitro e per grado Plato, per tutti i produttori di birra.

Mentre esulta Unionbirrai, l’associazione di categoria degli artigianali, che ha contribuito alla finalizzazione dell’emendamento, si attende l’approvazione del Senato.