La birra artigianale pagherà meno tasse, se tutto va bene

Un piccolo passo per il Governo, un grande passo per la birra artigianale italiana: con un emendamento alla (arcidiscussa) Legge di Bilancio 2019, ieri la Camera ha approvato una riduzione delle accise del 40% per i birrifici che producono meno di 10.000 ettolitri annui. Ad annunciarlo è stata la deputata del Movimento 5Stelle Chiara Gagnarli, che ha proposto l’emendamento, sulla sua pagina Facebook.

“Dopo anni di misure contraddittorie che non hanno portato benefici ai bilanci dei birrifici artigianali abbiamo lottato affinché venisse dato un segnale forte ottenendo la riduzione per questa fascia di produzione che ricomprende la maggior parte dei birrifici presenti in Italia”, ha commentato l’Onorevole.

Lo sconto del 40% è ovviamente riservato ai produttori artigianali, e quindi indipendenti produttori di birra non pastorizzata, che attualmente pagano le stesse tasse dei grandi marchi.

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Un’accisa che, peraltro, è di per sé alta; una delle più care tra i Paesi membri, e soggetta a una curiosa anomalia. Viene applicata alla birra, ma non al vino.

In pratica la birra è l’unica bevanda alcolica “da pasto” a pagare le accise: a livello fiscale una pinta è paragonabile più a un bicchiere di rum che a un calice di rosso.

Se già la legge italiana ostacola il mondo della birra, immaginatevi quanto possa pesare, sui produttori artigianali, un’accisa indifferenziata tra loro e le multinazionali di settore.

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Dopo anni di insistenze e false speranze da parte dei microbirrifici, sommate a contentini beffardi – due anni fa, in questi giorni, si discuteva di una diminuzione dell’aliquota di pochi centesimi, ovviamente indifferenziata – le cose potrebbero cambiare sul serio: il 40% in meno (su 3 euro di aliquota) non è poco, specialmente se si considera che coinvolgerebbe la maggioranza dei birrifici artigianali italiani.

Non tutti, però, dal momento che alcuni producono più di 10.000 ettolitri e, come previsto dalla legge, in Italia un birrificio artigianale è considerato tale finché non raggiunge i 200.000 ettolitri.

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L’emendamento della Gagnarli prevede, inoltre, una riduzione di un centesimo sull’aliquota, che passa da 3 a 2,99 euro per ettolitro e per grado Plato, per tutti i produttori di birra.

Mentre esulta Unionbirrai, l’associazione di categoria degli artigianali, che ha contribuito alla finalizzazione dell’emendamento, si attende l’approvazione del Senato.

Chiara Cavalleris Chiara Cavalleris

5 dicembre 2018

commenti (7)

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  1. Paolo ha detto:

    Basarsi sull’annuncio di un inutile parlamentare che vuole strappare il suo lancio d’agenzia è come ascoltare le conferme della sottosegretaria all’economia che proclama: “le accise saranno ridotte di euro undici, no, dodici… ehm credici!”

    1. Chiara Cavalleris Chiara Cavalleris ha detto:

      Ma che cosa dice? E’ un emendamento alla Legge di Bilancio di cui si parla da tempo ormai, mesi, addirittura anni se si considera che il tema nel settore della birra italiano è sempre stato discusso. Non c’è da crederci o non crederci: si aspetta il Senato, per quello come per tutti gli altri punti della Legge di Bilancio.

    2. Marco ha detto:

      Paolo, condivido il tuo pensiero, voglio proprio vedere tra tutti gli emendamenti tra cui questo, quanti passano in Senato… tra il dire ed il fare …

  2. Paolo ha detto:

    Gentile Chiara: parlo di quello che conosco e pratico, ovvero la legge di bilancio.
    Lei stessa scrive “si parla da tempo, ormai, da mesi addirittura anni…”
    Ottimo: la legge di bilancio è votata ogni anno; secondo quanto Lei scrive, negli anni scorsi tale emendamento èì stato presentato e… mai inserito nella finanziaria (o legge di Bilancio che si vuol dire). Lo testimonia la notizia “emendamento per ridurre le accise” che ogni anno, regolarmente, leggiamo sulla stampa birraia.
    Quindi “cosa dico” lo so benissimo: la distanza che c’è tra gli annunci e il testo finale del decreto.
    Non sarebbe meglio che analizzassimo la misura e i suoi effetti sul settore (a partire dal limite 10mila hl) una volta votato in legge, invece che come annuncio su una pagina fb di un parlamentare?

    1. Chiara Cavalleris Chiara Cavalleris ha detto:

      Come ho scritto, un conto è ridurre l’accisa e un conto è fare un discorso differenziato per artigianali e non. L'”inutile parlamentare” in questione ha lavorato per portare avanti la seconda opzione, collaborando con l’associazione di settore degli artigiani. Il decreto, come lei saprà benissimo, è già stato rivisto. Si auspica che sia la volta buona, almeno per ciò che riguarda la birra. Rispondendo alla sua domanda finale, ritengo che ignorare simili “annunci” (che poi è l’approvazione di un emendamento, non capisco che male ci sia ad annunciarlo), seppur in maniera molto indiretta, sia un piccolo passo per far passare in sordina temi che già, come lei mi insegna, la politica ignora volentieri, al momento del dunque. E non scriva Lei, suvvia, che pare il ventennio.

    2. luca ha detto:

      @Chiara :
      nel ventennio se davi del lei a qualcuno , con o senza maiuscola , finivi al confino …

  3. Andrea ha detto:

    Accisa è una tassa sulla produzione, che viene girata direttamente sul consumatore.
    Anche qualora venisse confermata la % di riduzione, è tutto da dimostrare che il beneficio economico venga effettivamente recepito dal cliente.

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