Canapa: la “Cannabis – mangia CO2” ci salverà dai cambiamenti climatici

Buone notizie: a salvarci dai cambiamenti climatici sarà la canapa, grazie alle notevoli capacità della Cannabis di assorbire la CO2.

canapa

Chi ci salverà tutti dai cambiamenti climatici? Beh, a quanto pare il nostro eroe vegetale arriverà da una direzione inaspettata: sarà la canapa a risolvere il problema del surriscaldamento globale. Beh, forse non proprio, ma pare che le capacità della Cannabis di assorbire la CO2 siano superiori a quelle di parecchie altre piante che popolano le nostre foreste e boschi.

La Cannabis aiuta a ridurre la CO2 ambientale

cannabis

Quando si parla di cambiamenti climatici, in pochi si ricordano di menzionare la canapa. Tuttavia è un dato assodato che le varietà moderne di Cannabis, pur essendo troppo deboli per poter sfruttare le loro proprietà narcotiche, ecco che si sono dimostrate essere parecchio efficienti nell’assorbire l’anidride carbonica presente nell’atmosfera.

Esistono diverse varietà di Cannabis, ciascuna con proprietà diverse. Come pianta, è una fra quelle a più rapida crescita al mondo: è in grado di raggiungere i 4 metri di altezza in soli 100 giorni. Diverse ricerche hanno anche dimostrato che la canapa è due volte più efficace rispetto agli alberi nell’assorbire e trattenere l’anidride carbonica (vedi la fotosintesi clorofilliana di scolastica memoria).

In pratica 1 ettaro di canapa è in grado di assorbire qualcosa come 8-22 tonnellate di anidride carbonica all’anno, più di quanto riesca a fare un qualsiasi bosco. In aggiunta, poi, questa anidride carbonica assorbita viene poi fissata in maniera permanente nelle fibre di canapa, fibre che possono poi essere usate in svariati modi: per produrre medicinali, per realizzare tessuti, ma anche per creare pannelli isolanti per gli edifici. Inoltre la BMW sta persino pensando di utilizzare la canapa al posto della plastica in diverse parti dell’auto.

Questo vuol dire che a breve vedremo foreste di Cannabis sorgere un po’ ovunque? Beh, non proprio: la questione relativa alla sua coltivazione (per non parlare del suo utilizzo in campo medico o alimentare) è ancora in alto mare, ogni paese fa un po’ a modo suo.

Per esempio il Regno Unito, a differenza di molti altri paesi, classifica ancora la canapa industriale sotto la categoria di “droga controllata”, motivo per cui coltivare questa pianta mangia CO2 è necessario ottenere una specifica licenza da parte del Ministero degli Interni. Il che significa che in gran Bretagna la sua coltivazione è limitata a soli 800 ettari. Tuttavia l’Università di York e il Biorenewables Development Center mirano ad aumentare questa superficie di coltivazione a 80mila ettari, rendendo la canapa una coltura leader per il paese.

E in Italia? Beh, dall’anno scorso il ministero dell’Agricoltura era al lavoro per regolarizzare la Cannabis sativa, ma visto l’attuale andando del ministero dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, visto che Lollobrigida si scaglia veementemente contro la carne sintetica realizzata in laboratorio e il vino dealcolizzato, chissà cosa mai potrà pensare delle coltivazioni di Cannabis.