Ferran Adrià non ha bisogno di presentazioni: è stato il più rivoluzionario cuoco della propria generazione e nelle cucine del suo ElBulli in Catalogna sono nate tante delle idee che avrebbero conquistato la cucina mondiale: sifoni, sferificazioni, transustanziazioni varie.
Da anni ormai ElBulli ha chiuso e mentre il fratello Albert avviava numerose, fortunate attività di ristorazione –da Tickets a quelle con il Cirque Du Soleil– Ferran ha aperto la BulliFoundation, un centro studi che fa ricerca e consulenze sul tema dell’innovazione.
[Ferran Adrià ci racconta Condividere, elBulli 1846 e la creatività in cucina]
Diciamo la versione strutturata dei leader che si mettono a tenere seminari, da Julio Velasco a Tony Blair, da Bill Clinton a Bill Gates.
Ferran infatti ora dice: non è una questione di merito, è una questione di metodo.
[Il leggendario Ferran Adrià riapre El Bulli]
Ovvero: il tema non è la cucina, il tema è l’innovazione. Cos’è? Come funziona? Come si attiva? L’innovazione è il centro di tutti i suoi speech degli ultimi anni ed è il motore del suo progetto più ambizioso: la Bullipedia. L’innovazione infatti si fonda sulla conoscenza, dice Adrià, ed è incredibile che a oggi non esista un’enciclopedia esaustiva dell’alimentazione occidentale.
Così ha deciso di realizzarla lui.
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Bullipedia è costituita da 35 volumi che esploreranno tutto lo scibile di ciò che si mangia in occidente. Questa mattina è stato presentato al Flagship Store di Lavazza a Milano il secondo libro (dopo i vini), Coffee Sapiens, dedicato al caffè, sostenuto dalla stessa Lavazza ed edito da Giunti.
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Coffee Sapiens –lo tengo ora nelle mani– è un volume enorme che parte dalla botanica e arriva a come si apre un bar. Sono 700 pagine e mi ripropongo se non di leggerle tutte di scorrerlo con attenzione.
[Bullipedia: l’enciclopedia di Ferran Adrià da 35 volumi e 17000 pagine]
Realizzare un’opera enciclopedia, si sa, è una sfida titanica. Pone non solo problemi produttivi, ma filosofici, epistemologici, logici, semantici, semiotici, esistenziali, tecnologici, teleologici e qualsiasi aggettivo difficile imparato alle superiori vi venga in mente.
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Essere stato un cuoco enorme non rende automaticamente Adrià un enorme intellettuale, né un enorme filosofo, né un enorme scienziato sociale.
L’uomo però è notoriamente straordinario.
E potrebbe anche dimostrare di essere davvero un genio rinascimentale. Sarà mica stato un caso che alle sue spalle, mentre parlava a fianco di Giuseppe Lavazza, ci fosse una campagna di Lavazza ispirata all’uomo vitruviano, il cui autore bazzicava proprio questo quartiere, mezzo millennio fa.