Comunicare lo specialty coffee con leggerezza è possibile? Ci prova Coffeensider

Coffeensider è un progetto di comunicazione sul caffè di qualità che vuole rivolgersi a un pubblico ampio, senza tecnicismi o personalità ingombranti.

Comunicare lo specialty coffee con leggerezza è possibile? Ci prova Coffeensider

Tutte le nicchie che per raggiunti livelli di popolarità hanno cominciato ad affacciarsi al grande pubblico ci sono passate, e nessuna sembra imparare dagli errori degli altri. È stato così per la birra artigianale, i vini naturali e tante altre tendenze gourmet: quando è stato il momento, non si è stati in grado di trovare un registro che avvicinasse i consumatori, e i vari gatekeepr hanno fatto il resto.

Ora, non ce ne vogliano gli amici appassionati di specialty coffee (lo siamo anche noi e abbiamo sempre dedicato molto spazio al tema), ma è giunto il momento che il caffè di qualità, sempre più al centro del dibattito, faccia quel salto comunicativo che altri prodotti non sono riusciti a fare, evitando di diventare un’occasione sprecate.

Certo, il livello medio del prodotto al bar è molto basso, lo sappiamo, e gli italiani non sono mai molto avvezzi a modificare le loro abitudini, soprattutto quando ritenute “tradizionali” o ereditate da mamme, nonne, e parentado vario, ma bisognerà pure provare a spiegare il caffè di qualità al netto di tazzine bruciate, acidità spinte e selezioni monorigine da 15 euro. È l’idea che sta dietro Coffeensider, progetto di comunicazione nato per raccontare il caffè in modo pop e popolare.

Cos’è (e chi è) Coffeensider

coffeensider

Si tratta di un progetto editoriale indipendente, nato da un’idea di Federico Lucas Pezzetta (noto come Coffeeandlucas) e Gianluca Bianchi, ma il profilo non gira affatto solo intorno a loro, tutt’altro: l’approccio vuole essere decisamente più corale e, come dicono i fondatori, con uno spirito un po’ rock’n’roll.

A dimostrazione di questo, il primo mese Coffeensider è rimasto nell’anonimato. Nessuno sapeva chi ci fosse dietro perché l’obiettivo era mettere al centro i contenuti e le competenze, non le facce dei fondatori. In questa fase sono stati coinvolti diversi professionisti e volti noti del web come Francesco Zini, NickyBrian, JustSayWine e SmashGiulio, personaggi che di certo non associamo al mondo del caffè, e l’idea è proprio quella: che chiunque operi nel settore può contribuire a questo spazio aperto, superando la logica della micro-nicchia per aprirsi a un pubblico più vasto.

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Non è solo una questione di portare visualizzazioni sfruttando celebrità, ma è evidente lo slancio verso la ricerca di un tono di voce inedito sul prodotto, unendo viaggi, interviste, contributi di professionisti e senza paura di affrontare temi considerati intoccabili nel mondo specialty, Nutella inclusa.

Oltre alla presenza online, il progetto è uscito subito allo scoperto nel mondo reale, curando ad esempio l’area caffetteria al Roma Vegan Festival, collaborando con la torrefazione Sensorio e con professionisti del calibro di Irene Giupponi, arrivata terza ai campionati barista 2025, e Martina Morittu, campionessa in Francia di Coffee in Good Spirits. Il viaggio è continuato poi verso sud, precisamente a Gioiosa Jonica in Calabria. In collaborazione con Bark e Forno Crosta, hanno organizzato un brunch dove il caffè di qualità è stato il protagonista assoluto, portando varietà provenienti da torrefazioni internazionali in un territorio dove questa cultura è ancora poco diffusa.

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La diffusione della cultura del caffè di qualità è una cosa seria, e forse proprio per questo ha bisogno di un po’ di leggerezza per diffondersi davvero tra i consumatori: ci riuscirà Coffeensider?