di Manuela 3 Marzo 2020
supermercato

La psicosi da epidemia da Coronavirus non ha risparmiato neanche il Regno Unito: scaffali dei supermercati svuotati e disinfettanti andati a ruba. Anche i sempre pacatissimi inglesi si sono lasciati andare all’isteria da fine del mondo e, in perfetto stile Italia dello scorso weekend (ricordate quando gli italiani si sono radunati in massa nei supermercati per fare scorta, mandando anche in tilt il sito per gli ordini online di Esselunga?), si sono riversati in massa nei supermarket.

In questo splendido esempio di “tutto il mondo è paese”, gli inglesi hanno fatto incetta di pasta, riso, carta igienica, pannolini, disinfettanti per le mani, alcol e cibi per gli animali domestici. Molti negozi hanno cominciato a rimanere a corto di disinfettanti per le mani e di mascherine per il viso, mentre altri hanno razionato la vendita del gel disinfettante per le mani a due pezzi a cliente.

Inoltre le vendite di tali disinfettanti per le mani sono aumentate del 225% già a febbraio, sempre a causa della paura dell’epidemia. Da Ocado parlano di ritardi nelle consegne per via del massiccio numero di ordini particolarmente grandi arrivati, mentre su eBay è in vendita il disinfettante per mano che solitamente costa 50p al Lidl a ben 40 sterline.

Gli esperti hanno consigliato alle persone di acquistare le forniture necessarie per superare una eventuale quarantena di due settimane in casa, ma molte famiglie già avevano dispense e congelatori pieni per garantirsi due settimane di sopravvivenza.

Un cliente ha spiegato che nell’Asda locale dove si serve, gli scaffali erano vuoti e non c’era più niente con cui lavarsi le mani, il corpo o pulire casa. Un altro si è dichiarato interessato a vedere cosa la gente stesse accumulando in casa: pasta, riso, disinfettanti per le mani, fazzoletti e carta igienica. Un’altra cliente ha detto che nel Tesco di zona sembrava essere calata la piaga delle locuste.

Al momento i supermercati hanno in programma di razionare il cibo collaborando con i fornitori in modo da ridurre le varietà di prodotti per concentrarsi sulle forniture di prodotti di base essenziali. Inoltre pare che le aziende abbiano già dei piani di simulazione per capire come muoversi nel caso di un’esplosione di panico da parte della popolazione (con anche coinvolgimento dell’esercito se necessario). Andrew Opie, direttore del settore alimentare e della sostenibilità presso il British Retail Consortium, ha dichiarato che l’interruzione delle catene di approvvigionamento è stata limitata e che la disponibilità dei prodotti rimane buona.

Chissà se anche nel Regno Unito negli scaffali sono avanzate solamente le penne lisce? (che poi non sono avanzate neanche dappertutto, ho provato a cercarle qui in zona, ma niente da fare: pure quelle sono sparite!).

[Crediti | The Sun]