La fine dell’anno è il momento delle analisi, ma soprattutto delle previsioni. Le grandi multinazionali del cibo se ne servono per orientare la produzione negli anni a venire, e alcune queste analisi se le fanno in casa. È il caso del Food and Beverage Trend Forecast 2027 di Nestlé, realizzato dalla divisione americana della multinazionale, sotto la responsabilità di Linh Phillips, direttrice delle ricerche sui consumatori e delle analisi previsionali di Nestlé USA.
«Ogni anno monitoriamo migliaia di segnali emergenti nelle conversazioni dei consumatori, ma solo una piccola parte si trasforma in tendenze significative», ha dichiarato Linh Phillips. Per realizzare queste previsioni, Nestlé analizza le conversazioni online, le ricerche effettuate dagli utenti, i menu dei ristoranti e i dati sulle vendite, utilizzando anche ricerche di mercato realizzate da società esterne.
Il dato da cui partire per tutta questa analisi è sicuramente che il 45% dei consumatori è costantemente alla ricerca di nuovi sapori. In sostanza le nostre papille gustative in stile tardo impero anelano sempre di uscire dalla noia. E se non sarà il sapore, sarà la consistenza a cambiare, insomma qualcosa in questo mercato arci-saturo bisogna pur fare. E ovviamente i consumatori, cioè noi, saranno disposti a pagare un prezzo premium per un prodotto innovativo, o anche solo nuovo. Almeno fino all’anno prossimo.
Quali sono i food trend identificati da Nestlé
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La prima nuova tendenza sono i sapori freschi e agrumati. La ricerca ha rilevato che le ricerche online contenenti l’espressione zesty foods sono aumentate di oltre il 130% rispetto all’anno precedente, mentre le vendite nella categoria dei prodotti dal gusto aspro sono cresciute del 309% dal 2022.
La seconda tendenza è qualcosa di già parecchio noto: continueremo a cercare prodotti molto arricchiti di proteine. Tuttavia, il cibo funzionale diventerà sempre più tecnico: oltre alle proteine, infatti, il mercato cerca alimenti arricchiti anche con fibre, collagene e probiotici. Nestlé ha rilevato che quasi il 75% dei consumatori ritiene che un prodotto arricchito con ingredienti extra e dettagli particolari nella formulazione giustifichi un prezzo più elevato.
La terza tendenza è collegata alla prima: i caffè aromatizzati alla frutta (ricordiamo sempre che Nestlé è la proprietaria di Nespresso). Oltre a questo, la ricerca ha evidenziato che il mercato del matcha dovrebbe raggiungere i 7,3 miliardi di dollari entro il 2030, grazie soprattutto alle innovazioni che prevedono l’aggiunta di aromi fruttati.
Ultimo, ma non da ultimo, la preferenza per le cucine dal mondo. Ma con un’importante specifica: il 66% dei consumatori è interessato a sperimentare varianti regionali delle cucine internazionali. Anche questa, nonostante sia una tendenza riferita al mercato americano, è già osservabile da un po’ di tempo: molto è nato con quella rivoluzione che ha fatto percepire – anche ai non addetti ai lavori – che in Giappone non si mangiava quotidianamente l’algida cucina in stile sushi, ma cotolette fritte e ricoperte di maionese, sandwich, arrosti e dolcetti della nonna. La stessa cosa, ci par di vedere, sta succedendo con la Corea e, anche se in Europa meno considerata, con la cucina sudamericana.



