Aprirà il primo settembre Da Niko, il nuovo ristorante firmato da Niko Romito e custodito all’interno del lussuoso Bvlgari Hotel Milano.
Un progetto annunciato, che rappresenta un nuovo inizio nella capitale del business italiano per lo chef del Reale di Casteldisangro, dopo la chiusura del ristorante Spazio in Galleria Vittorio Emanuele, avvenuta poco meno di due anni fa.
In quell’occasione, lo chef aveva detto al pubblico lombardo che il suo sarebbe stato un arrivederci, e come promesso rieccolo con un nuovo progetto, “Da Niko”, che reinventa quello che era Il Ristorante – Niko Romito all’interno dell’hotel cinque stelle lusso ubicato tra il quartiere di Brera e il Quadrilatero della Moda.
Come sarà Da Niko al Bvlgari Hotel Milano
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Non più un esclusivo ristorante di fine dining, ma un concept più informale: è questa l’idea dietro a Da Niko. Ovviamente, il luogo e il menu (come vedremo più avanti) non sono per tutti, ma è il concept a essere diverso. Il lusso resta, ma l’ospitalità è quella di un posto più semplice, autentico e divertente. Un po’ come “andare a casa di qualcuno”, spiegano dallo staff.
“Con “Da Niko” ho voluto trovare un linguaggio più immediato per raccontare la mia idea di cucina: lo stesso pensiero, ma con un tono più diretto e caldo”, ha spiegato lo chef. “Il menu, che spazia dai Crudi alle preparazioni servite al tavolo, nasce per invitare alla condivisione e alla naturalezza dello stare a tavola. La grande tecnica c’è, ma si nasconde per lasciare spazio a un’eleganza rilassata e a un piacere immediato”. Insomma, una cucina più semplice, adatta al pubblico internazionale di un hotel e senza troppe sovrastrutture, che è in fondo quello che più sta premiando i progetti gastronomici di successo.
Il menu di Da Niko: cosa si mangia e quanto si spende
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Le cifre non sono quelle dell’alta ristorazione, ma certamente rispecchiano il luogo in cui si trova e la firma dello chef sul menu. Gli antipasti stanno tra i 24 e i 40 euro, i primi partono dai 28 euro degli spaghetti al pomodoro e finiscono con i 56 euro dei fusilloni all’aragosta, mentre i secondi spaziano dai 32 euro per la parmigiana di melanzane ai 72 euro dell’astice con verdure di stagione e misticanza. Insomma, facilmente Da Niko al Bvlgari Hotel Milano si superano i 150 euro a persona di conto, ma non ci aspettavamo molto di diverso.
La proposta rispecchia l’idea di cucina semplice e “friendly” annunciata da Romito. Per dire, tra gli antipasti si trovano la pizza fritta pomodoro e parmigiano (24 euro) o il vitello tonnato (28 euro), e tra i primi cose come i tonnarelli cacio e pepe (30 euro) o gli agnolotti del plin con fondo di manzo (38 euro), in un viaggio tra le tradizioni più radicate nelle cucine di diversi luoghi d’Italia.
Grande spazio alla proposta di pesce, a partire dai crudi, immancabili nel menu di un hotel di lusso come il Bvlgari. Così, apre la carta la selezione di ostriche (da Francia, Irlanda e Italia), il carpaccio di tonno con pomodoro e basilico (36 euro), quell di ricciola con limone e peperoncino (36 euro), il gambero rosso con ricotta, pepe rosa e dragoncello (42 euro) e un nostalgico cocktail di scampi (38 euro). Il pesce ricompare poi anche nei secondi, e in particolare in quelli serviti al tavolo per la condivisione di almeno due persone, in cui troviamo il pescato del giorno con zucchine alla scapece (13 euro all’etto), a fianco a due proposte più “pop” come il pollo fritto con scarola ripassata (45 euro a persona) e la cotoletta alla milanese con misticanza e pomodorini (40 euro a persona).
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Anche i dolci rispecchiano il concetto, tra grandi classici e dessert confortevoli e golosi: c’è ovviamente l’immancabile tiramisù (16 euro), la torta di mele con crema di latte (18 euro), la zuppa inglese (18 euro) e la brioche con zabaione e gelato al pistacchio (18 euro).
Un menu che certamente strizza l’occhio ad un pubblico internazionale, proponendo uno spaccato di alcuni dei più celebri piatti della cucina italiana, ma che va anche incontro a un’idea diversa di alta ristorazione, in cui il cliente sembra preferire formule dirette e immediate, che non lo annoino e non richiedano una profondità di pensiero a ogni forchettata. Insomma, un format molto molto diverso dalla cucina del Reale, che racconta una faccia diversa di Niko Romito, la stessa che in qualche modo abbiamo imparato a conoscere con il progetto ALT, che ci ha dimostrato che perfino uno chef come lui, se vuole, sa essere pop.
