Dall’1 al 3 dicembre, Ragusa sarà capitale internazionale del formaggio con See Cheese

La prima edizione dell'International Congress on Traditional Cheeses vede la partecipazione di 44 relatori provenienti da 16 paesi differenti, e vedrà l'inaugurazione della nuova Cacioteca regionale siciliana: ecco tutto quello che c'è da sapere.

Dall’1 al 3 dicembre, Ragusa sarà capitale internazionale del formaggio con See Cheese

Ragusa si prepara a diventare la capitale mondiale della cultura e della ricerca casearia con un nuovo festival dedicato al formaggio che vuole rapidamente ritagliarsi il suo spazio nel calendario degli eventi food, con un approccio internazionale scientifico: parliamo di See Cheese – International Congress on Traditional Cheeses, la cui prima edizione si svolgerà dall’1 al 3 dicembre 2026, neglispazi del CoRFiLaC, il Consorzio per la Ricerca nel settore della Filiera Lattiero-Casearia e dell’agroalimentare.

L’appuntamento è promosso in collaborazione con l’Università degli Studi di Catania, l’Assessorato Regionale dell’Agricoltura della Regione Sicilia, il Comune di Ragusa e la Società cooperativa Progetto Natura, e nasce con l’intento profondo di mettere in dialogo costante la ricerca scientifica avanzata, la tradizione artigianale centenaria e la sostenibilità ambientale, valorizzando al contempo il ricco patrimonio locale e le conoscenze che hanno costruito nel tempo la cultura del formaggio. Per tre giornate dense di lavori, la città siciliana vedrà la partecipazione di 44 relatori internazionali provenienti da 16 paesi differenti, pronti a confrontarsi all’interno di 15 sessioni di lavoro, tra cui 5 plenarie, su esperienze e modelli produttivi eterogenei che spaziano dall’Europa all’America Latina, dall’Africa al Kazakistan.

Un fitto programma di attività

La nuova Cacioteca regionale, che verrà inaugurata durante See Cheese

L’ambizione è quella di promuovere una visione innovativa sul mondo caseario, rifiutandosi di considerare la tradizione come un semplice patrimonio statico da custodire gelosamente e impermeabile alla modernità, ponendosi l’obiettivo di mettere la scienza al servizio della conoscenza, della tutela e della valorizzazione delle pratiche locali. A spiegare il senso profondo dell’evento è Cinzia Caggia, professoressa ordinaria di Microbiologia Agricola all’Università di Catania e presidente del CoRFiLaC dal 2026: “Il Congresso non presenta il formaggio tradizionale come qualcosa da “proteggere” semplicemente, ma come una filiera da rendere più resiliente, misurabile e contemporanea. See Cheese parte dalla tradizione, ma costruisce il programma come un percorso di trasformazione: dal territorio al consumatore”.

Il momento di apertura della manifestazione sarà contrassegnato da un evento di grande rilievo per l’isola e non solo: la riapertura ufficiale della Cacioteca Regionale Siciliana, restituita alla comunità dopo una fase di interventi di ristrutturazione ed efficientamento, la cui cerimonia ufficiale è fissata per martedì 1° dicembre alle ore 10.00 alla presenza delle autorità locali e nazionali, tra cui l’ospite d’onore Nello Musumeci, Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, e il fondatore Giuseppe Licitra.

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E proprio Licitra, professore ordinario dell’Università di Catania e fondatore della Cacioteca, ne sottolinea l’importanza : “Questo momento di riapertura assume una valenza che va oltre la mera manutenzione straordinaria dell’immobile, configurandosi come un’azione di riqualificazione e potenziamento di un’infrastruttura funzionale alle attività scientifiche, tecniche e istituzionali del CoRFiLaC.”. Dotata di un nuovo impianto fotovoltaico per ottimizzare i consumi tecnologici e di dieci celle di stagionatura capaci di ospitare fino a dieci tonnellate ciascuna, la struttura diventerà un polo multifunzionale destinato ad accogliere attività di ricerca, laboratori del gusto, seminari e convegni.

L’articolazione scientifica del simposio si svilupperà attorno a dieci filoni tematici orientati ad analizzare l’intera filiera del formaggio tradizionale, e tra i temi principali figurano la nutrizione animale e l’impiego dei sottoprodotti agro-industriali, la valorizzazione degli scarti lattiero-caseari nell’ottica dell’economia circolare e la gestione della biodiversità negli allevamenti di razze autoctone. Ampio rilievo sarà dato anche allo studio dello stress da caldo nelle specie mediterranee, sviluppato attraverso un progetto internazionale in collaborazione con le università algerine e l’Università di Milano. I lavori approfondiranno inoltre le tecniche di produzione e stagionatura, ponendo a confronto caseificazione industriale e tradizionale e rivalutando strumenti storici come il legno alla luce della scienza moderna.

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Sul fronte delle innovazioni tecnologiche si discuterà di packaging funzionali realizzati da scarti della filiera come le vinacce, mentre le sessioni dedicate alla microbiologia e alla sicurezza alimentare affronteranno la diversità microbica secondo la prospettiva integrata One Health. L’indagine scientifica si spingerà fino alla tavola grazie al decimo filone incentrato su marketing, neuroscienze e analisi sensoriale, sviluppato in collaborazione con il professor Vincenzo Russo dell’Università IULM di Milano attraverso un laboratorio biometrico dedicato allo studio delle reazioni dei consumatori. Un focus internazionale specifico sarà invece riservato ai formaggi brasiliani e ai relativi aspetti scientifici di produzione.

Il parterre dei relatori vanta accademici di fama internazionale, tra cui John A. Lucey dell’Università del Wisconsin-Madison, Antonio Fernandes de Carvalho dell’Universidade Federal de Viçosa, Bartosz Sołowiej dell’Università di Lublino, Photis Papademas della Cyprus University of Technology, Elena Ciani dell’Università di Bari, Jennifer Mahony dell’University College Cork e Paul Boettcher della FAO. La dimensione della ricerca si intreccerà felicemente con la cultura materiale del territorio, offrendo degustazioni guidate, percorsi sensoriali di abbinamento e la preziosa dimostrazione dei casari di Geraci Siculo, chiamati a realizzare i tradizionali caci figurati, un’arte antica a rischio di estinzione. Infine, il congresso farà da cornice al Concorso Formaggio Innovativo: l’arte del reimpiego, gara destinata a premiare i produttori capaci di esprimere intelligenza casearia e qualità organolettica nelle categorie dei formaggi freschi, semistagionati e spalmabili.

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Attraverso questo articolato programma di studi e testimonianze, See Cheese si inserisce nell’agenda internazionale non come un semplice momento espositivo, ma come un laboratorio dinamico capace di tracciare la rotta per il futuro dei formaggi tradizionali. Per partecipare ai lavori è necessario iscriversi, troverete qui tutte le informazioni e per accedere a corsi, cene e degustazioni.

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