Dieta vegetariana: aumenta del 43% il rischio di fratture secondo uno studio

Un recente studio pubblicato su BMC Medicine ha segnalato che la dieta vegetariana aumenta del 43% il rischio di fratture per il minor apporto di calcio e proteine.

Dieta vegetariana: aumenta del 43% il rischio di fratture secondo uno studio

Una ricerca pubblicata sulla rivista BMC Medicine ha dimostrato che la dieta vegetariana aumenta del 43% il rischio di fratture. Anzi: nel mirino ci sono sia l’alimentazione vegetariana che quella vegana e pescetariana, tutto a causa del ridotto apporto di calcio e proteine.

Lo studio ha interessato 54.898 persone, esaminate fra il 1993 e il 2001. Il 54% di costoro seguiva un’alimentazione normale e classica, il 28% un’alimentazione vegetariana, il 15% una pescetariana e il 3% una vegana. In questo lasso di tempo sono state esaminate le condizioni di salute delle ossa, così come il rischio di fratture.

Secondo gli autori, i vegani hanno un rischio 2,3 volte più elevato di sviluppare fratture dell’anca rispetto a chi mangia la carne. Alti anche i rischi di fratture alle gambe, mentre per braccia, polsi e caviglie non vi erano differenze particolari fra i diversi gruppi.

Lo studio ha inoltre dimostrato che i vegani hanno maggiori rischi per quanto riguarda la salute delle ossa in quanto non solo hanno un minor apporto di calcio e proteine, ma anche perché hanno un indice di massa corporea più basso.

Tuttavia si rendono necessari ulteriori studi in merito. La ricerca in questione non ha fatto distinzioni fra fratture spontanee, legate a una maggior fragilità delle ossa e fratture causate da traumi o incidenti. Inoltre la popolazione esaminata era quasi tutta composta da soggetti bianchi europei, motivo per cui sono indispensabili altri studi che amplino il campione di riferimento.

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