Esistono anche gli energy drink a tema cristiano

Negli USA le bevande energetiche dedicate a Gesù rinfrancano, diffondono il Verbo e possibilmente convertono il prossimo.

Esistono anche gli energy drink a tema cristiano

Nel Vangelo secondo Giovanni c’è un passo che descrive uno dei miracoli più noti del suo protagonista: Gesù che trasforma l’acqua in vino. O era una bevanda energetica? Il dubbio viene, almeno se guardiamo a certi produttori che nell’anno del Signore 2026 ci propongono gli energy drink a tema cristiano. Sì, esistono. Sì, con le loro lattine e immaginette di un Gesù molto bianco e molto attraente cercano pure di convertirti.

Il trend, manco a dirlo, è tutto americano. Nella land of the free, ormai lo sappiamo, tutto è lecito, specie in campo religioso. Se predichi la religione giusta, si capisce. Così certe branche del cristianesimo protestante non si fanno problemi a usare la Bibbia o Gesù Cristo a scopo di lucro. Anzi. Vendere serve anche a fare proselitismo. E a convincere il prossimo che, se bevi come beve Gesù, avrai il tuo posto assicurato in paradiso.

Gesù da bere

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Le bevande energetiche in America spopolano, soprattutto fra i giovani. Se ne contano a centinaia, variabili rispetto a gusto e contenuto in caffeina. Così ci sorprende fino a un certo punto che qualcuno si sia inventato anche quelle a tema cristiano. Brand come 4GVN, Yahweh e Agape nascono da predicatori veri e propri che non si fanno scrupoli a usare tutti i mezzi possibili per diffondere il Verbo. Non gli bastavano le mega chiese, i pastori super star, le raccolte fondi milionarie che poi vanno al politico conservatore di turno che facilita gli interessi di una chiesa ultra reazionaria che vorrebbe vietare (fra le altre cose) l’aborto e il voto alle donne.

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Adesso il Verbo diventa incorporazione liquida, un po’ come il vino che il prete si beve durante la comunione. Solo che qui il sapore è più simile alle caramelle, al posto dell’alcol c’è la caffeina e nessun sacramento in vista. Puro e semplice capitalismo baby, dove per sentirti cristiano davvero devi sganciare e acquistare il merch del momento.

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Le energy drink di Gesù però non si limitano a rafforzare il senso di appartenenza (e speriamo anche a essere funzionali). Chi le compra acquista anche il pratico kit di catechismo ed evangelizzazione, in cui la vita e la missione (pardon, mission) di Gesù viene inculcata letteralmente, in questo caso giù per la gola a forza di sorsate. Bevanda energetica più corso accelerato per convertire il prossimo: cosa può volere di più un giovane mormone, battista o evangelico?

Cristianità in lattina

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Vi pare blasfemo? Non siete gli unici. Molti, di fronte al merchandising senza scrupoli, si sono chiesti se sia morale vendere l’immagine di Gesù a scopo di lucro. Che poi ehi, magari si può fare, ma non sarebbe  meglio devolvere il ricavato o parte di esso ad associazioni caritatevoli? La risposta è un sonoro ahahah e, Bibbia alla mano, ripetere a pappagallo che “ce lo ha chiesto Dio”. No davvero, questa in molti casi è la risposta dei predicatori/produttori di fronte alle polemiche social.

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E pensare che in Europa la compravendita delle indulgenze l’avevamo già risolta secoli fa. Evidentemente la notizia non è arrivata all’altra sponda dell’Atlantico. Dove gli energy drink hanno nomi suggestivi come Preachin Peach (pesca predicatrice), Blessed Berry (bacca benedetta) e Praise Energy (sia lode all’energia). E gli slogan vanno da For Those Who Are Bold in Faith (per coloro che hanno una fede fortissima) e Taste and See That the Lord is Good (assapora e vedi che il Signore è buono), quest’ultima presa paro paro dal libro dei salmi.

E dove insieme all’energy drink ti arriva anche il pupazzo di Zion the Lion con la maglietta I ♥ Jesus. Così anche la cristianità diventa un brand, venduta al modico prezzo di 3.30 dollari a lattina o, se preferite fare il pieno in tutti i sensi, 40 dollari a confezione da venti.

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Di nuovo: vi pare blasfemo? Pensiamoci un attimo. Perché anche da noi le vie del Signore sono infinite. Magari non abbiamo la faccia così di bronzo da piazzarlo in etichetta accanto alla tabella nutrizionale. Ma se guardiamo, ad esempio, alla Disneyland che è diventata Via della Conciliazione o Medjugorie, o alle montagne di soldi che girano intorno a oggettistica e turismo a sfondo religioso, beh forse non dovremmo scandalizzarci più di tanto. Come diceva qualcuno: chi è senza peccato scagli la prima pietra. O in alternativa, stappi la prima lattina.