di Anna Silveri 22 Gennaio 2019
esselunga

Battere il trend negativo del settore al quale appartieni (meno 1% e oltre), che poi è la grande distribuzione, non capita spesso.

C’è riuscita Esselunga che, come risulta dai dati preliminari del 2018 presentati ieri dalla vice-presidente Marina Caprotti, ha portato i ricavi a quota 7,9 miliardi, con un aumento del 2,1 rispetto al 2017.

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Nell’anno che ha visto molti protagonisti del settore sotto pressione a causa del calo dei consumi, i 158 punti vendita Esselunga, concentrati nel nord, ma da qualche tempo presenti a Roma, anche con la vendita a domicilio, hanno tenuto oltre alla rotta anche i prezzi allo scaffale costanti, con una crescita che ha interessato anche il settore del commercio elettronico, con un aumento dei ricavi, arrivati a 236 milioni, del 28%.

Vale a dire che ogni 100 milioni di ricavi 3 vengono dallo store elettronico.

Pochi giorni fa, Giuliana Albera, vedova del fondatore Bernardo Caprotti, scomparso nel 2016, insieme alla figlia Marina, avevano esercitato il diritto d’acquisto del 30% di Supermarkets italiani –la cassaforte di famiglia– ancora in possesso dei fratelli Violetta e Giuseppe.

Finora, il valore attribuito alla società dal mercato è stato attorno ai 4-4,5 milioni miliardi di euro.

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