di Anna Silveri 15 Gennaio 2019
esselunga roma

Nel 1957, Bernardo Caprotti ha fondato la prima società di supermercati in Italia, quella che oggi conosciamo tutti col nome di Esselunga.

Nel suo testamento, il fondatore scomparso nel 2016, aveva lasciato il 70% della holding proprietaria di Esselunga a Marina Caprotti, figlia di secondo letto, e a sua madre Giuliana Albera, mentre il restante 30% era andato a Giuseppe e Violetta, i figli nati dal primo matrimonio.

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Per quanto concerne il patrimonio immobiliare, il 55% della società Villata era stato destinato a Giuliana e Marina e il 45% sempre a Giuseppe e Violetta. Per i conti correnti, Caprotti aveva previsto 75 milioni per la segretaria Germania Chiodi.

Poi, l’anno scorso, i due rami della famiglia si erano accordati per l’uscita di Giuseppe e Violetta dal capitale di Villata Partecipazioni, la società che gestisce gli immobili. Marina e sua madre avevano anche ottenuto un’opzione per l’acquisto delle azioni di Giuseppe e Violetta.

L’opzione ora esercitata conclude una saga familiare finita in Tribunale nel gennaio 2012. I figli Giuseppe e Violetta avevano contestato al fondatore la decisione di riprendersi il 70% delle azioni, dopo averle intestate interamente a loro nel 1996.

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Non si conosce per ora il prezzo d’acquisto che –fa sapere Esselunga– sarà stabilito da terze parti, ma è possibile che una parte rilevante venga finanziata attraverso il ricorso al debito.

[Crediti | Repubblica]