Esselunga e Pam lanciano i loro primi supermercati senza casse

In maniera alquanto ottimistica ecco che Esselunga e Pam hanno deciso di lanciare i loro primi supermercati senza casse. Ma come funzionano?

Esselunga e Pam lanciano i loro primi supermercati senza casse

Anche Esselunga e Pam si uniscono alle catene di supermercati che intendono aprire degli store senza casse. Lo scorso ottobre, infatti, a Verona era stato aperto il primissimo supermercato del tutto automatizzato, mentre nel 2024 a Milano sono previste altre due aperture del genere. E adesso Esselunga e Pam hanno annunciato di voler anche loro aprire i loro primi punti vendita senza casse. Ma come funzionano?

Come funzionano i supermercati senza casse di Esselunga e Pam?

esselunga

Lo scopo di avere dei supermercati senza casse è abbastanza evidente: non dover trascorrere lunghe ore in cassa, evitando così i classici battibecchi da cassa (fra chi vuole passarti avanti perché ha sempre più fretta e cose più importanti di te da fare, ma si rifiuta di usare le casse automatiche; chi lascia il carrello semivuoto alla casa prendendosi il posto e tu ingenuamente ti posizioni dietro, salvo poi vedere il carrello riempirsi vertiginosamente fino al soffitto; il tizio/tizia dietro di te che non può fare a meno di starti appiccato, come se così facendo potesse accelerare la coda).

Inoltre in questo modo dovrebbe anche essere possibile diminuire i furti, senza considerare che le aziende potranno capire meglio le abitudini di acquisto dei clienti. Ma dove apriranno? Ecco, Esselunga dovrebbe aprire il suo supermercato senza casse nel Mind-Village, già nel corso dei primi mesi del 2024.

Pure Pam aprirà a Milano, ma nessuno sa ancora quale sarà la location. A dire il vero, nel resto del mondo altri hanno già provato la strada dei supermercati senza casse. Vedi, per esempio, quanto fatto da Amazon negli Stati Uniti e da Tesco e Aldi a Londra.

Starbucks e Amazon aprono una caffetteria senza casse Starbucks e Amazon aprono una caffetteria senza casse

Ma perché qui da noi ci stanno mettendo tanto ad arrivare questi supermercati? Beh, perché presentano alcune criticità da superare. Per esempio, qualcuno sostiene che in tal modo si discriminano le persone a basso reddito che non è detto che abbiano una carta di credito o un conto in banca. Inoltre questa tipologia di supermercati praticamente azzera i posti di lavoro, visto che non servono i cassieri. Infine c’è anche il problema della privacy: come la mettiamo col riconoscimento facciale?

Se volete provare questi supermercati, prendete nota di come funzionano. Non ci saranno carrelli, i prodotti acquistati vengono messi direttamente nella borsa. Finita la spesa, poi, il cliente vede quali siano gli acquisti fatti sullo schermo di un totem e può così pagare scansionando un QR code.

I supermercati tengono sotto controllo i clienti usando una tecnologia di tipo computer vision. Inoltre capiscono quali prodotti siano stati acquistati usando l’intelligenza artificiale, visto che gli scaffali sono dotati di sensori appositi che si accorgono del campio di peso.

Se è vero, poi, che non ci saranno cassieri, ecco che comunque nei supermercati sarà presente lo staff, pronto ad aiutare i clienti se necessario. Inutile dire che il pagamento avviene in maniera solo digitale: niente contanti qui. E siamo sicuri che ne vedremo delle belle non appena la prima “Sciura Maria” locale cercherà di fare qui la spesa pretendendo di pagare in contanti.