Francesco Lollobrigida ribadisce l’opposizione al Nutriscore: “Il Governo sarà sempre contrario”

Francesco Lollobrigida ha ribadito la linea dura del Governo Meloni nei confronti del Nutriscore: "Saremo sempre contrari".

Francesco Lollobrigida

Quello tra Francesco Lollobrigida e il Nutriscore è un lungo valzer che ha mosso i suoi primi passi già dalla fine di ottobre, quando il cosiddetto totoministri giunse alla sua naturale conclusione. Ad appena una manciata di giorni dal suo insediamento come Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Lollobrigida non aveva esitato a restituire un’immagine di sé come uomo dalle idee decisamente chiare, e aveva individuato nella sopracitata etichetta a semaforo un nemico da combattere a spada tratta. “L’agricoltura è uno dei pilastri della nostra Nazione” aveva spiegato, sottolineando come il sistema di etichettatura in questione fosse una “classificazione dei prodotti pregiudizievole per l’agroalimentare italiano”.

Italia e Nutriscore: storia di un rapporto difficile

nutriscore

A onore del vero la lotta di opposizione al Nutriscore ha radici ben più profonde. I profili agroalimentari del nostro caro e vecchio Stivale si erano infatti uniti in un coro di comune intenti – schierarsi contro l’etichetta a semaforo, per l’appunto – da diverso tempo, con la causa che poteva vantare anche nomi come il Parmigiano Reggiano e Grana Padano. È altrettanto importante notare che la lotta poteva fare affidamento su solidi pareri scientifici, come quello dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa) o degli esperti dell’Accademia dei Georgofili di Firenze.

Il timore, diffuso e comprensibile, è che il sistema Nutriscore possa andare a discriminare (e di conseguenza, in termini più prettamente economici, danneggiare) le eccellenze alimentari indirizzando i consumatori verso altri prodotti. Prodotti che, è bene notare, non sempre si rifacevano a ideali di salubrità: pensiamo allo studio condotto dagli esperti della Ong a tutela dei consumatori Safe Food Advocacy Europe di qualche mese fa, che aveva evidenziato come il semaforo tendesse a favorire i prodotti ultra-lavorati o ad alto contenuto di zuccheri.

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Insomma, non è difficile comprendere il motivo per cui le forze in campo sono fondamentalmente schierate in questo modo; e in questo senso la posizione di Lollobrigida non è certo nulla di nuovo, anzi. Lo stesso suo predecessore, Stefano Patuanelli, aveva fatto della lotta al Nutriscore una vera e propria crociata, arrivando perfino a battibeccare su Twitter con il suo inventore Serge Hercberg.

I più recenti commenti di Lollobrigida ribadiscono questa linea dura: “L’Italia e il Governo Meloni continueranno a schierarsi contro sistemi di etichettatura come il Nutriscore” ha scritto sul suo profilo di Facebook. “Il motivo è semplice: questi meccanismi mirano a condizionare il consumatore nelle sue scelte, piuttosto che garantirgli un’ampia e trasparente informazione, assicurata invece da altri strumenti che noi stiamo contribuendo a promuovere. Intanto il rinvio al 2024 del Nutriscore, che al momento è stato tolto dall’agenda europea, è la prima battaglia vinta”.