Se vi è mai capitato di mangiare patatine fritte in un fast food o di comprare una torta surgelata al supermercato, è molto probabile che abbiate contribuito alla fortuna della famiglia McCain: questa dinastia canadese gestisce un impero globale che produce una patatina su quattro consumate nel mondo, con vendite annuali che toccano i 16 miliardi di dollari.
Ma certe fortune, si sa, spesso scatenano tensioni che i rapporti familiari tendono poi ad esasperare, ed è esattamente quello che sta succedendo tra gli eredi di questo colosso delle patatine, ormai teatro di una faida familiare che sembra uscita da una serie televisiva.
La guerra dei McCain
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Tutto è iniziato quando Eleanor McCain, figlia del co-fondatore Wallace, ha deciso di voler incassare la sua quota della società, valutata potenzialmente oltre un miliardo di dollari: Eleanor ha 56 anni, vive a Toronto ed è una musicista che non ha mai lavorato nell’azienda di famiglia. Il suo portavoce, Wojtek Dabrowski, ha spiegato chiaramente le sue intenzioni: “Eleanor McCain sta cercando di uscire dalla sua quota nella società co-fondata da suo padre per concentrarsi sulla filantropia e per scopi di diversificazione del portafoglio e pianificazione successoria”.
Una mossa apparentemente innocente, ma che ha riaperto vecchie ferite che risalgono agli anni ’90. All’epoca, i due fratelli fondatori, Wallace e Harrison, si scontrarono duramente su chi dovesse guidare l’azienda: Wallace voleva che suo figlio Michael prendesse il comando, mentre Harrison preferiva un manager esterno. La battaglia legale fu brutale e si concluse con la vittoria di Harrison; Wallace e Michael lasciarono la società per acquisire la Maple Leaf Foods, e oggi, i discendenti di Harrison sembrano ancora nutrire risentimento.
Eleanor sostiene comunque di voler risolvere tutto amichevolmente: “La signora McCain si è costantemente impegnata in modo costruttivo, in buona fede, e vorrebbe concludere la questione in modo equo, tempestivo e riservato”, è la sua posizione ufficiale, espressa in un comunicato, ma, gli altri membri della famiglia non sembrano pronti a staccare un assegno così alto così facilmente.
Andy Lloyd, portavoce della holding di famiglia, ha risposto che McCain Foods “si impegna a trattare tutti gli azionisti in modo equo, compreso qualsiasi azionista che cerchi un’uscita, con l’obiettivo di bilanciare gli interessi di tutte le parti interessate e gli interessi a lungo termine della società”.
Il problema principale è come liquidare una somma così ingente senza danneggiare l’operatività dell’azienda: per gestire queste situazioni, la famiglia utilizza una struttura a due livelli che separa la gestione delle patatine dagli affari privati della dinastia. Scott McCain, fratello di Eleanor, descrisse bene questo concetto in un’intervista: “L’attività della nostra famiglia sono le patate, gli antipasti e l’autotrasporto; l’attività della famiglia è il family office”.
In pratica, esiste un consiglio operativo che manda avanti le fabbriche e un consiglio della holding, scherzosamente chiamato “baby board”, dove siedono i figli dei fondatori per discutere dei loro interessi. Mentre gli avvocati cercano un accordo, Eleanor continua a dedicarsi ai suoi progetti artistici e filantropici, come la costruzione di un museo e di una galleria d’arte a Peggy’s Cove: resta da vedere se questa nuova generazione riuscirà a chiudere i conti con il passato senza scatenare un’altra guerra pubblica in tribunale.

