Grano: quanto costa all’Italia la mossa della Russia?

La Russia ha deciso di ritirarsi dal cosiddetto accordo sul grano: quali saranno le conseguenze per l'Italia?

grano

È la notizia del momento, non c’è ombra di dubbio: la decisione della Russia di ritirarsi dal cosiddetto accordo sul grano, che di fatto nei mesi scorsi aveva permesso all’Ucraina di ripristinare il proprio flusso di esportazioni di grano, mais e altre derrate alimentari attraverso le acque del Mar Nero, ha sollevato increspature preoccupanti in tutto il mondo. Eh sì, perché con i prezzi dei cereali che sono tornati a gonfiarsi a dismisura e lo spettro di una crisi alimentare all’orizzonte, è difficile pensare ad altro: addirittura, secondo una recente analisi della Coldiretti sulle conseguenze della mossa di Mosca, l’Italia si potrebbe trovare a pagare un conto particolarmente salato.

Ucraina; mais

Complessivamente lo Stivale dovrà rinunciare a circa 1,2 miliardi di chilogrammi di mais per l’alimentazione animali, grano tenero e olio di girasole: al di là dei sopracitati aumenti dei prezzi, ciò che più spicca dall’analisi proposta dalla Coldiretti è la preoccupazione per le forniture alle stalle, che attualmente operano in una situazione “in cui i costi di produzione sono cresciuti del 57% secondo il Crea mettendo in ginocchio gli allevatori nazionali”.

Per di più, ricorda la Coldiretti, “Lo stop al passaggio delle navi cariche di cereali sul Mar Nero alimenta il rischio carestia in ben quei 53 Paesi dove. secondo l’Onu, la popolazione spende almeno il 60% del proprio reddito per l’alimentazione. Un rischio anche per la stabilità politica proprio mentre si moltiplicano le tensioni sociali ed i flussi migratori, anche verso l’Italia”.