di Chiara Cajelli 13 Agosto 2019
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Quante volte siamo andati in ristoranti e hamburgerie che includessero nel coperto sale e condimenti? Di norma è così, tranne che per il guacamole: nei ristoranti lo paghi in più se lo chiedi come condimento.

Questo accade negli States, e un recente articolo e approfondimento pubblicato su Aol. ci spiega perché proprio questa salsa costa un extra in più al cliente. Verrebbe spontaneo dare la risposta ovvia: è perché l’avocado va di moda ed è al primo posto nella classifica dei food trend? Oppure perché scarseggia, tant’è che hanno inventato una salsa simile al guacamole, ovvero il mockamole? Nessuna delle due.

Il prezzo alto inizia dalla radice. Secondo un sondaggio dell’Università della California del 2015, l’avocado “è una delle colture di frutteto più ad alta intensità di acqua, che richiede circa 50 litri di acqua per libbra di frutta“. Ciò ha richiesto un’irrigazione di gran lunga superiore a quella di altri condimenti come ad esempio i pomodori, che richiedono solo “circa un pollice di acqua a settimana“.

Inoltre, fino a qualche anno fa, l’avocado non rientrava nel fabbisogno quotidiano degli americani mentre ora la richiesta è dieci volte maggiore. Secondo uno studio della Michigan State University e dei dati dell’USDA, il consumo di avocado è aumentato infatti da quattro sterline a persona annue nel 2010, a 7,25 sterline a persona nel 2016. Tra il 2009 e il 2017, il prezzo degli avocado importati è aumentato di 19 centesimi per libbra, secondo la Haas Avocado Board.

Ultimo e comprensibilissimo aspetto da tenere in considerazione: l’avocado va a male rapidamente, il che costa denaro extra ai ristoranti. Il suo tasso di deterioramento, quindi, ne condiziona molto il prezzo.

Fonte: aol.com

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