Guida Michelin 2019: è giusto che Parma paghi 64 mila euro per avere la presentazione?

Guida Michelin Italia 2019: il Comune di Parma pagherà 64.000 euro per ospitare la presentazione della nuova edizione

Il 16 e il 17 novembre la più grande guida del mondo presenta l’edizione italiana 2019, la numero 64 per la precisione.

Parlando di ristoranti, non c’è strumento di valutazione popolare come la Guida Michelin. Il mondo guarda le stelle, solo un minuscolo novero di addetti super-specializzati sa dirti quanti cappelli, forchette o gamberi abbia un locale.

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Per il terzo anno di fila a ospitare la presentazione della Guida Michelin Italia è Parma, il cui Comune ha destinato all’evento tre luoghi di grande fascino: Teatro Regio, Complesso Monumentale della Pilotta e Auditorium Paganini.

Oltre a una bella cifra, vale a dire 64.000 euro.

Quest’anno, a parte la presentazione di venerdì 16, sono previste sabato 17 una colazione stellata al secondo piano del Palazzo del Governatore, con gli chef stellati Enrico Bartolini e Roberto Rossi, oltre a uno showcooking di Luigi Taglienti, chef del ristorante Lume di Milano, una stella Michelin.

La delibera comunale non ha mancato di far nascere polemiche anche aspre sull’opportunità di un simile investimento.

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È evidente che l’associazione con la più famosa guida gastronomica del mondo rappresenti per la città un’opportunità di promozione turistica, al netto della presenza a Parma del circo mediatico legato alla ristorazione stellata, dalla stampa di settore agli chef più noti.

Il Comune è intervenuto per precisare:

“Intendiamo dare la massima diffusione dell’immagine turistica di Parma con particolare riguardo alla valorizzazione delle sue eccellenze gastronomiche, per consolidare il riconoscimento dell’Emilia Romagna come Food Valley”.

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Ora, secondo voi, glissando sul burocratese spinto, ha senso contestare l’investimento di 64.000 euro da parte del Comune di Parma per avere in città la presentazione della nuova Guida Michelin?

[Crediti | Parmareport]

Avatar Anna Silveri

14 Novembre 2018

commenti (6)

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  1. Avatar Paolo ha detto:

    posto che per le attività elencate la cifra è ben ridotta, inutile girarci intorno: le amministrazioni locali spendono ben altre cifre per eventi e situazioni varie. Cos’altro sarebbe il “marketing territoriale”?
    Va ricordato che, da che esiste la televisione, si paga per un servizio su serenovariabile, su inserti e pagine tematiche, e così via.
    Quindi cosa ci sarebbe da contestare? Si pagano le sedi di tappa del Giro d’Italia, come l’ospitata della guida bibendum, e quant’altro. Si chiama mercato, non ha (quasi) nulla di immorale, o presente profili di indignazione.
    Questo, piuttosto, è motivo di sorpresa: l’indignazione gratuita, senza alcuna contropartita. Mentre vi sono seri e compunti professionisti dell’Indignazione, proliferano tanti indignati “agratis”. Che condividono in quanto indignati, possibilmente bufale come questa.

  2. Avatar enrico ha detto:

    Vista la particolare “vocazione” della città direi che sono soldi ben spesi, tra l’altro 64k nel bilancio di una medio-piccola città sono una quisquilia che il comune si rifà anche solo con la tassa di soggiorno di quei tre giorni.

  3. Di solito succede il contrario, paga chi usufruisce dei luoghi e servizi, non chi li mette a disposizione. Come essere pagati da un proprietario di appartamento per affittarlo invece di pagare l’affitto. Dipende quindi da chi ha “il coltello dalla parte del manico” ovvero da chi ha più “valore”. Evidentemente vale di più la guida Michelin che non la città di Parma. Ci sta…in una trattativa vince chi ha più potere contrattuale ed evidentemente il comune di Parma vede come opportunità questo evento; se però evitasse (sempre sia vero che qualcuno lo abbia dichiarato/scritto) di utilizzare “food valley”, sarebbe meglio…sappiate che ogni volta che qualcuno utilizza un anglicismo inutile, un membro dell’Accademia della Crusca muore. [si scherza eh? Si chiama ironia 🙂 ]

    1. Avatar Andrea ha detto:

      No. Nelle fiere per esempio, pagano (tanto) gli espositori e pagano anche i clienti che accedono.

  4. Avatar Andrea ha detto:

    Qui si ignora l’indotto generato dall’evento: nel senso che non lo sappiamo. Ma considerando il brand, a Parma dovrebbero ritenersi fortunati.

  5. @Paolo: Non capisco il perché del “no”, visto che subito dopo mi viene data ragione piena. Parma È la fiera che mette a disposizione spazi e servizi, la guida l’espositore…invece, pagando la città, è come se l’espositore venisse pagato dalla fiera per essere presente. Grazie per avermi dato ragione ?