Il Granchio Blu arriva pure su una pizza firmata

Ci aveva già provato Sorbillo, ora ritenta Berberè: arriva la pizza al granchio blu, e questa volta è firmata dalla chef più cool del momento.

Il Granchio Blu arriva pure su una pizza firmata

Ce l’hanno detto in tutti i modi, che eravamo invasi dal Granchio Blu. E pure che una delle soluzioni per liberarcene era mangiarcelo. Una soluzione forse un tantino grossolana (quanto granchio blu possiamo mangiare per evitare che la specie aliena distrugga gli allevamenti del Delta del Po?) ma che in una certa misura può anche aver senso, se non altro per sensibilizzare all’idea di lavorare in cucina con le risorse che si hanno in natura, anche quando la natura l’abbiamo profondamente modificata in maniera scriteriata.

A farsi portavoce di questa idea, su tutti, è stata Chiara Pavan, una stella Michelin insieme a Francesco Brutto al Venissa, che portò il tema del Granchio Blu (non solo come risorsa culinaria, ma proprio come problema) perfino in un programma nazional popolare come Masterchef. Non poteva che essere lei, dunque, a firmare la nuovissima pizza al Granchio Blu.

La pizza al Granchio Blu: come e dove assaggiarla

Ad avere l’idea di mettere il terribile granchio blu sulla pizza in realtà in origine era stato Gino Sorbillo, che aveva immediatamente cavalcato l’onda della nuova moda di realizzare qualsiasi cosa con questa nuova specie tanto chiacchierata.

Oggi ci riprova Berberè, l’insegna di pizzerie fondata a Bologna nel 2010 dai fratelli Matteo e Salvatore Aloe, che dal 13 ottobre presenta una nuova pizza in limited edition per l’autunno. Segno che insomma, il tema del granchio blu non ha ancora finito di far parlare la gente. O forse sì, ma tanto vale provare.

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La nuova pizza, realizzata appunto in collaborazione con Chiara Pavan, abbina il granchio blu alla vodka sauce, alla mozzarella di latte di bufala, all’olio al levistico, all’erba cipollina e al prezzemolo. “Sono partita dal granchio blu, perché è un ingrediente che racconta molto bene il mio modo di fare cucina: partire da ciò che sta succedendo nell’ambiente e provare a trasformarlo in qualcosa di buono, desiderabile, contemporaneo”, spiega Pavan. “Da lì ho immaginato una pizza molto semplice e leggibile, in cui il granchio fosse protagonista. Insieme al team di Berberè abbiamo poi lavorato per trovare il giusto equilibrio tra la mia visione, la golosità e la necessità di avere un prodotto replicabile in tutti le loro pizzerie”.

Che poi, in effetti, chi ha assaggiato il granchio blu (e ormai, dopo tanto tempo, siamo in tanti ad averlo fatto), sostiene anche che non sia male, nonostante alla fine non abbia così tanta polpa da regalare. Di certo no, non salveremo il mondo mangiando granchio blu, e men che meno mettendolo su una pizza limited edition. Però ecco, se l’idea è continuare a tenere alta l’attenzione su un problema che va perfino oltre la devastazione dell’economia del Delta del Po, viva pure la pizza al granchio blu.

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