Il sindaco di Varallo è stato pure troppo buono con la trattoria fascista che sbeffeggiava il 25 aprile

La vicenda della trattoria di Varallo Sesia, la cui inaugurazione il 25 aprile è stata impedita dal sindaco, ci insegna che la madre dei gestori fascisti è sempre incinta.

Il sindaco di Varallo è stato pure troppo buono con la trattoria fascista che sbeffeggiava il 25 aprile

Ah, se solo esistesse il reato di apologia di fascismo. Ah, già, esiste, ma il perimetro entro cui lavora è molto più largo rispetto a un tempo. Altrimenti chissà come sarebbe andata a finire per i ristoratori di Varallo, sul lago d’Orta, che si sono visti vietare l’inaugurazione del loro locale prevista per il 25 aprile, cosa che nella loro testa ha fatto subito scattare l’idea di un’esilarante quanto intelligente esaltazione del fascismo e dei suoi motti. Alla fine, gli è andata pure bene, a ‘sti ristoratori, che forse forse il loro sindaco lo devono pure ringraziare perché – come dice l’amministrazione comunale – oltre a esserci andato leggero gli ha pure risparmiato possibili noie e manifestazioni, anche se alla fine è ovvio che se fai un’operazione così la provocazione ce l’hai nelle vene, e lo scontro è quello che magari vai cercando.

La vicenda della trattoria fascista

La vicenda sta tenendo banco sui social da qualche giorno. In sostanza un bar trattoria di Sabbia di Varallo – paese medaglia d’oro della Resistenza, vedi un po’ il caso – ha pensato bene di lanciare la sua inaugurazione, prevista per il prossimo 25 aprile con un video su Tik Tok farcito di slogan e simboli fascisti. Un reel di foto sovrapposte, che ritraevano la coppia di gestori del locale con il romantico sottofondo musicale della canzone “battaglioni del Duce” e una serie di altre immagini, tra cui compariva un tatuaggio con il teschio della X Mas e la frase “memento audere semper“; la scritta “orgogliosamente di destra” e via così. Il video è poi stato rimosso, anche a seguito delle proteste del Pd, dell’Anpi e di alcuni residenti.

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Ma la frittata ormai era fatta, tanto più che il locale protagonista della vicenda è pure comunale, ed è stato assegnato ai due nostalgici del ventennio con un bando pubblico. Così il sindaco di Varallo ha deciso di intervenire ufficialmente.

La decisione del sindaco di Varallo

La decisione del sindaco di Varallo, Pietro Bondetti (che ha vinto le elezioni nel 2022 in un comune che da vent’anni era in mano al centro destra e alla Lega Nord) è stata quella di emanare un’ordinanza urgente sulla questione. Nel provvedimento si premette brevemente la vicenda del video e dell’inaugurazione prevista per la data del 25 aprile, Festa della Liberazione, “ricorrenza di particolare rilievo storico e simbolico per la Città di Varallo, insignita di Medaglia d’Oro al Valor Militare per il contributo alla Resistenza durante la guerra di Liberazione” e si ordina per quel giorno il divieto “di svolgere qualsiasi attività di apertura, inaugurazione o evento presso il locale in disponibilità comunale”.

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La motivazione è quella dell’ordine pubblico: il sindaco – dice l’ordinanza – ritiene che “sussista un concreto ed attuale rischio di turbativa dell’ordine pubblico e della sicurezza urbana, anche in considerazione della possibile insorgenza di manifestazioni, proteste o altre situazioni idonee a compromettere la pacifica convivenza civile”.

Le scuse dei gestori della trattoria

“Siamo lontani dalla politica, non avevamo intenzione di offendere nessuno e tanto meno di provocare, ci scusiamo e siamo pronti a incontrare i rappresentanti delle associazioni per spiegare quanto è successo”, ha dichiarato la coppia di gestori della trattoria, come riporta il quotidiano locale La Sentinella del Canavese.

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I due si dichiarano dispiaciuti (e per nulla fascisti), e buttano in mezzo pure un po’ di teoria del complotto (“mi hanno rubato l’account” funziona sempre, e d’altra parte lo insegna la storia): “Era un video realizzato per scherzo, preso da un nostro profilo personale, non dal profilo del locale. Abbiamo chiesto anche l’intervento di un legale perché crediamo che qualcuno abbia voluto ingigantire la situazione. Nel video, che risale a due mesi fa, si vede un solo fotogramma del locale, perché non si trattava di un video promozionale dell’apertura. Nessuno di noi, inoltre, ha un tatuaggio di quel genere sulle braccia. Stiamo cercando di capire chi abbia voluto danneggiarci con queste immagini, forse anche modificate”.

Cosa dice la legge sull’apologia di fascismo?

Ma il reato di apologia di fascismo, di cui questa vicenda sembrerebbe rappresentare un perfetto esempio, esiste oppure no? Sì, certo, esiste dal 1952 (Legge Scelba), e teoricamente punisce con una pena che va dai sei mesi ai due anni di reclusione chi “esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche”, oltre ovviamente a condannare più duramente i tentativi di ricostruzione del partito fascista.

Il tema è che negli anni si è scelto più o meno consapevolmente di ammorbidire la prima parte della legge, anche a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale che specificava che, per essere considerato reato, l’apologia di fascismo non è soltanto un inneggiare ai bei tempi andati in cui il Duce trascinava l’Italia in guerra e comandava a suon di olio di ricino e terrore, bensì significa farlo in un modo che sia finalizzato alla ricostruzione o riorganizzazione del partito fascista. Quindi, ce ne dovremo fare una ragione, non basta ricordare il Duce nel giorno in cui l’Italia fu liberata dal fascismo per essere puniti. Tuttavia basta per essere considerati dei cretini.