Il mais è il terzo prodotto agricolo più scambiato al mondo, immediatamente dietro a frumento e soia, e il suo mercato sta venendo rapidamente sconvolto a causa delle crisi climatiche e politiche del vecchio continente. Ondate di calore senza precedenti e una grave siccità hanno colpito duramente l’Europa, devastando le coltivazioni e prosciugando i livelli d’acqua lungo il fiume Danubio: nella sola Francia, l’ondata di caldo ha compromesso in modo significativo le rese del mais, lasciando il continente in cerca di forniture sostitutive.
A questa crisi climatica si aggiungono le gravi perturbazioni causate dalla guerra in Ucraina, con l’intensificarsi degli attacchi russi contro le infrastrutture nella regione di Odesa che ha bloccato i principali porti del Mar Nero dove in precedenza si gestivano il 90% delle esportazioni ucraine di cereali, costringendo Kyiv a deviare il carico verso i porti fluviali. Una situazione davvero complessa, che sta facendo emergere un altro storico esportatore.
L’Argentina in soccorso
![]()
È questo lo scenario in cui si inserisce l’Argentina, terzo esportatore mondiale di mais, che sta colmando il vuoto lasciato sul mercato globale. Il paese sudamericano sta concludendo il raccolto della campagna 2025/26 con una produzione stimata al valore record di 71,7 milioni di tonnellate metriche, un dato superiore di quasi il 20% rispetto al precedente primato stabilito cinque anni fa. Grazie a questo raccolto eccezionale e alla forte domanda internazionale di alternative al grano ucraino, le esportazioni argentine di mais dovrebbero raggiungere la cifra record di 10 milioni di tonnellate metriche nei soli mesi di agosto e settembre, rispetto ai volumi standard che solitamente si attestano attorno ai 3 milioni di tonnellate per questo periodo.
Analizzando questa complessa situazione, Javier Preciado Patiño, analista ed ex segretario al commercio dell’Argentina, ha spiegato: “Oggi l’unico modo in cui l’Ucraina può movimentare la sua produzione è via terra. Finirà molto probabilmente in Europa, in Francia, dove l’ondata di calore ha devastato le rese del mais”. Con i mercati d’oltremare dell’Ucraina ormai contesi, si sono aperte nuove opportunità commerciali per altri produttori mondiali. Spiegando le ragioni di questa crescita, Gustavo Idigoras, capo della camera degli esportatori e trasformatori di cereali CIARA-CEC, ha dichiarato: “Il mais argentino in questo momento è molto competitivo nel prezzo e nel volume”.
A guidare l’aumento della domanda sono stati soprattutto i paesi del Nord Africa, storici acquirenti dei cereali ucraini. È lo stesso Idigoras a definire la situazione: “Negli ultimi mesi abbiamo avuto incontri con diversi paesi del Nord Africa, che desiderano avere legami commerciali più profondi con gli esportatori argentini”. I dati dell’agenzia statistica argentina INDEC confermano questo trend, mostrando che le spedizioni verso il Nord Africa sono cresciute del 45% nei primi sette mesi del 2026, raggiungendo 6,5 milioni di tonnellate, a fronte di una crescita totale dell’export del 15% nello stesso periodo.
Ad avvantaggiare la spinta delle esportazioni argentine contribuiscono anche i cambiamenti strutturali in atto nel vicino Brasile, secondo esportatore mondiale di mais: negli ultimi tre anni, le spedizioni brasiliane sono diminuite di quasi il 20% rispetto al record di 53 milioni di tonnellate, e ampie quote di cereale vengono infatti assorbite dal mercato interno per alimentare la crescente industria brasiliana dell’etanolo, composta da oltre 300 impianti di produzione alimentati a zucchero o mais. Secondo i dati del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, il consumo interno di mais in Brasile è aumentato del 7,1% nella stagione 2025/26, raggiungendo i 98 milioni di tonnellate.
Dante Romano, responsabile della ricerca presso il broker di cereali Max Agro di Rosario, ha descritto come “impressionante” la domanda interna brasiliana, aggiungendo: “Questo è importante per l’Argentina perché il Brasile è un forte concorrente nel mercato del mais, e meno mais lì da spedire significa migliori opportunità commerciali per gli esportatori argentini”.

