Kellogg’s ha dichiarato che nei suoi Rice Krispies non ci sarà più il riso in chicchi, così come nei Coco Pops. La modifica, però, interessa solo i mercati europei: negli Stati Uniti e in Canada le ricette non cambiano. Secondo quanto comunicato dall’azienda a Le Monde, in Francia i nuovi Coco Pops arriveranno a breve, mentre i Rice Krispies riformulati saranno introdotti nel secondo semestre 2027. È plausibile che le stesse tempistiche valgano per tutti i Paesi europei, Italia compresa, anche se al momento non ci sono conferme. Nel Regno Unito, invece, la riformulazione è già arrivata.
I Rice Krispies sono cereali da colazione introdotti sul mercato nel lontano 1928, realizzati tradizionalmente a partire da chicchi di riso lavorati e sottoposti a un processo di cottura, essiccazione e tostatura che li fa espandere e diventare croccanti. Non si tratta quindi di estrusi (come le gallette di riso) che sono preparazioni che partono dalle farine.
Il magazine britannico The Grocer, una testata specializzata nel settore alimentare, nella grande distribuzione e nell’industria dei beni di largo consumo, che per primo ha dato la notizia, riporta le dichiarazioni fornitegli da Kellogg’s: «Il cambiamento aiuta l’azienda a mantenere i propri standard qualitativi, in un periodo in cui la qualità e la reperibilità dei cereali che usiamo nei nostri prodotti sono messe in discussione dal cambiamento climatico». Si tratterebbe quindi, come è accaduto per molti prodotti, di una riformulazione dovuta alla disponibilità delle merci sul mercato, dopo la calura e le alluvioni degli ultimi tre anni.
Come cambierà la ricetta di Rice Krispies e Coco Pops
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Ovviamente il riso ci sarà comunque, ma non si partirà più dal chicco, bensì dalla farina, dunque a tutti gli effetti diventeranno degli estrusi. Per quanto riguarda i Coco Pops, si parla di un blend di farina di riso e di mais. L’altro cambiamento importante è l’aggiunta di glutine di frumento alla lavorazione. Prima, nell’etichetta, compariva semplicemente la dicitura «potrebbe contenere glutine», il che rendeva comunque il prodotto non sicuro per i celiaci.
Oltre a questi due aspetti, la riformulazione non comporterebbe altri cambiamenti sostanziali dal punto di vista nutrizionale. L’azienda, infatti, dichiara che i prodotti continuano a non contenere coloranti, aromi o dolcificanti artificiali e conservano gli stessi livelli di fibre, vitamina D e ferro.
Tuttavia, nonostante la riformulazione sia imputata al cambiamento climatico, probabilmente esiste un altro motivo strategico aziendale. Il magazine The Grocer anticipa che il suo rapporto Top Products Survey 2026, in uscita a dicembre, mostrerà una diminuzione delle vendite dei Rice Krispies sia a valore sia a volume. Il che, in sostanza, metterebbe la questione sotto un altro aspetto: l’azienda, che guadagna meno dalle vendite di questi cereali, potrebbe voler spendere meno per realizzarli.
Il punto sul sapore e la consistenza, però, rimane, soprattutto perché stiamo parlando di un prodotto iconico, con un pubblico ben fidelizzato. I Rice Krispies sono famosi per il rumore che producono quando vengono immersi nel latte: lo storico “snap, crackle and pop”. Alcuni consumatori britannici, che sono stati tra i primi ad avere i cereali riformulati sugli scaffali dei supermercati, intervistati da CBC News hanno sostenuto che la nuova ricetta abbia perso questa caratteristica e modificato anche la consistenza del prodotto.

