Se sei un boomer Lidl è un discount, me devi essere un boomer molto boomer. Ormai anche mio padre, 80enne, passando davanti alla Lidl della nostra città mi ha detto: “Questo non è più un discount”. Non mi sono messa a sottilizzare con lui, è un discount in realtà, nel senso che che le cose fighe che fa costano poco, quello che voleva dire mio padre è che non ha certo l’aria tristanzuola di qui discount tutti linoleum, pallet e scatoloni alla rinfusa. Oddio, almeno ci prova a non avere quell’aria lì.
Ci ricordiamo tutti della sneakers virali con i colori della catena, e di pochissimo tempo fa il cuscino per le cervicali a forma di croissant, tutte cose un po’ trash nell’aspetto, ma che vanno virali perché sono pienamente identitarie, e giocano con il fatto che di andare alla Lidl, fino a qulache anno fa, ci si vergognava, ora invece è un marchio di stile. La rivoluzione del proletariato di questi nostri tempi dure, e senza rivoluzione.
E ovviamente non fanno questo solo con il merchandising più o meno a pagamento, la loro linea veg batte di gran lunga per varietà e per rapporto qualità prezzo quelle delle private label di tutte le altre catene della GDO presenti in Italia, con tanto di influencer a testimoniarlo. Non solo, Lidl, tra chi cucina molto in casa, è nota per essere il supermercato meno provinciale che abbiamo in Italia, nazione in cui, fino a 15 anni fa, trovare un avocado, un mango, un formaggio anche solo francese era un miraggio (a dire il vero , spesso, è ancora così). Beh Lidl fa questa cosa fantastica delle settimane a tema, in cui si trovano i prodotti di un’altra Nazione, e si può far la scorta.
Ma nemmeno questo basta, anche se ha sfondato sul provincialismo, ha dimostrato anche un’attenzione particolare alla gastronomia patria con la linea premium Italiamo, dedicata alle specialità gastronomiche italiane e alle tradizioni regionali, con un assortimento che comprende pasta, formaggi, conserve, olio e dolci tipici, incluse referenze certificate DOP e IGP. Lanciata nel 2010, è pensata per rendere accessibili i prodotti della tradizione italiana attraverso il modello di convenienza del discount; dal 2026 il volto della linea è lo chef Antonino Cannavacciuolo.
Cosa ha fatto Lidl con la frutta realistica?
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Il reparto che si occupa dell’hype della catena funziona molto bene, e probabilmente erano mesi che qualcuno si stava spremendo le meningi per inserirsi nel trend della frutta realistica, che per quanto sarà la solita bolla da qualche mese e via, sta facendo gridare i suoi fan come teenager impazzite al concerto dei BTS.
Ora Lidl ha democratizzato pure la frutta realistica, visto che dal prossimo 22 ottobre saranno disponibili in tutti gli store italiani due versioni di frutta realistica: una al mango e una al pistacchio. Il prezzo è di 4,99 euro a confezione.
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[Ripassino per i meno attenti] La frutta realistica è una monoporzione di pasticceria che riproduce l’aspetto di un frutto, dalla forma ai colori della buccia, ma al suo interno è un dessert con, in genere, mousse, creme e gelée. Tra i nomi che hanno contribuito a renderla celebre c’è soprattutto Cédric Grolet, il pasticcere parigino al momento più virale sui social. La sua ciliegia e i successivi limoni, mele e altri frutti sono diventati modelli per pasticceri di tutto il mondo; in Italia, tra gli interpreti della tendenza, c’è il napoletano Mario Di Costanzo. In Italia una monoporzione può costare circa 8-15 euro, mentre le creazioni di Grolet a Parigi arrivano a circa 18-20 euro.
Se sono buone e tengono il passo con le versioni artigianali, ve lo diremo appena le avremo assaggiate. Nel frattempo possiamo dire che Lidl ha sconfitto anche questo status symbol. Hasta la victoria!

