Il web sta insorgendo contro la frutta realistica, ma siamo punto e a capo

Il web si sta ribellando al trend della frutta realistica: ma siamo certi che non sia un corto circuito?

Il web sta insorgendo contro la frutta realistica, ma siamo punto e a capo

Mo’ ve la buchiamo, ‘sta frutta realistica. Potremmo riassumere così, un po’ come abbiamo fatto pochissimo tempo fa per gli smash burger, la nuova moda del web, ossessionato dalle monoporzioni ripiene di mousse alla frutta e ricoperte di cioccolato bianco aerografato per sembrare (a volte più, a volte meno) della frutta.

Perché alla fine di quello si tratta, e nulla più: la frutta realistica di Groletiana ispirazione spesso è pure una sòla: non è particolarmente buona, non è particolarmente realistica, è solo particolarmente cara (ve lo abbiamo spiegato molto dettagliatamente all’inizio di questo ennesimo trend social). Insomma, come al solito, rischiate di farvi abbindolare dal web, e di mangiare un dolcetto ipercalorico e manco troppo soddisfacente solo per poter fare pure voi tap tap con le unghie lunghe e laccate sulla scatola di pasticceria a favore di telecamera.

La ribellione social verso la frutta realistica

Alla fine però, stavolta, pure il web se n’è accorto. La frutta realistica è in generale un grande bluff, e perfino i social non ci stanno. Se per settimane ci siamo sorbiti i video di qualsiasi influencer e di qualsiasi pasticciere relativi alla frutta realistica, ora non solo i contenuti si stanno diradando, ma stanno pure arrivando altre tipologie di video, in misura uguale e contraria.

Video dove, insomma, si inizia a mettere in dubbio che la frutta realistica sia tutto ‘sto granché. Sono monoporzioni di mousse ricoperte al cioccolato, guagliò, e a volte neanche troppo buone, o troppo credibili nell’aspetto. Perché l’idea è che ingannino davvero l’occhio, altrimenti dove sta la magia? Ecco, se vogliamo parlare del pistacchio, e della quantità incredibile di fantasia che ci vuole nella maggior parte dei casi per scambiarlo per un pistacchio vero, se volete possiamo farlo, ma non credo che ci basterebbe il tempo.

Gli influencer hanno esaurito le scorte di un formaggio francese (sconosciuto) Gli influencer hanno esaurito le scorte di un formaggio francese (sconosciuto)

Ma non divaghiamo. Dicevamo che queste considerazioni, finalmente, stanno arrivando a mettere in discussione lo strapotere che per settimane la frutta realistica ha avuto sui nostri feed, che lo volessimo o no.

C’è chi ironizza sulle movenze dei creator (smettetela mannaggia alla frutta di battere con le unghie sopra ogni cosa), chi sul fatto che si sottolinei quanto la frutta realistica sappia di frutta (è un dolce alla frutta, di che deve sape’, si chiede correttamente Danilo da Fiumicino), chi fa video parodie davanti al fruttivendolo.

Rieccoci là: siamo esattamente dove eravamo

Quindi basta, frutta realistica, i social si stanno rivoltando contro di te, e ora chissà chi li ripaga tutti gli stampi che i pasticcieri si sono affrettati a ordinare. Probabilmente faranno la fine della pasta kataifi avanzata dalla moda del Dubai Chocolate. Ma d’altra parte è così, siamo nell’era delle ondate di moda, dei tormentoni che non durano manco più un’intera estate, ma giusto un secondo. E tutti, se vogliono lavorare, si devono adeguare.

I social chiedono frutta realistica? Comandi, tutti a fare mele e pere finte per finire sul web e avere la fila fuori dal negozio. Con buona pace dell’identità personale, nello stesso meccanismo che pian piano trasforma i ristoratori in creator di bassissimo livello.

Finisce il trend della frutta realistica? Di corsa, infiliamo tutto in soffitta, e adattiamoci alla prossima moda. E così, nell’epoca dei social, anche la ribellione diventa un’ondata, e adesso, quel che dobbiamo aspettarci, sono una miriade di reel in cui si scherza sulla popolarità dell’invenzione di Grolet. Tutti uguali, fino alla nausea. Fino alla prossima trovata.