Tutti sapevamo che sarebbe successo. Entro la fine dell’anno dovrebbe arrivare in tutto il mondo; per il momento, i 6 episodi di Genesi sono relegati alla TV catalana. *Genesi* è una serie televisiva che racconta la storia di Ferran Adrià, da quando mise piede a El Bulli come aiuto cuoco a quando chiuse il ristorante, dopo aver dominato per anni la scena mondiale della ristorazione.
«Nessuno sapeva come chiamare quello che facevamo e, se qualcosa non ha un nome, la gente non sa come parlarne», ha raccontato Adrià al *Guardian*. «I giornalisti la chiamarono cucina molecolare. Io preferivo il termine “tecno-emozionale”».
Cosa racconta Genesi
Come ricorda di sicuro chi godeva di ogni puntata di Chef’s Table, queste serie televisive sui cuochi dell’alta cucina mondiale sono ricche di pathos e raccontano gli errori e le scommesse, in modo da dare valore cinematografico ai successi. Per questo la partenza racconta di un Adrià che, quando mise piede per la prima volta al ristorante, aveva alle spalle un solido curriculum come lavapiatti negli alberghi e cuoco nelle cucine militari durante la leva obbligatoria.
I punti di svolta nella vita dello chef furono due: nel 1996, quando Joël Robuchon, decano della cucina francese, definì Adrià «il miglior chef del pianeta». Da quel momento El Bulli avrebbe ricevuto regolarmente più di un milione di richieste per gli 8.000 posti disponibili ogni stagione. E poi il 2004, quando la copertina del *Time* lo segnalava tra le 100 persone più influenti al mondo.
Nella serie sono stati ricostruiti con grande cura sia la cucina di El Bulli sia 70 dei 1.846 piatti originali che il ristorante ha creato, compreso il celebre momento in cui Adrià prepara una tortilla de patatas con le patatine fritte in busta.
Il lato mediterraneo di El Bulli
Gli spagnoli sono il baluardo degli ideali mediterranei su Netflix, almeno dai tempi della Casa di Carta. Questa nuova serie è quasi interamente finanziata dal governo catalano e i suoi intenti sono celebrativi del territorio e finalizzati ad ampliare la fetta di turismo gastronomico che ancora fa tappa da quelle parti. Tuttavia, questa operazione lascia vedere in trasparenza un modo di fare ristorazione alternativo.
Non capita facilmente di poter guardare una serie televisiva che racconti un modo di concepire la vita diverso da quello dedicato all’impegno senza sosta e al successo economico. Quella raccontata in Genesi è invece una cucina – ma anche uno stile di vita – diverso: Adrià non era uno chef dal servizio concitato o sempre sulla soglia della crisi nervosa, non aspettiamoci The Bear, insomma.
Inoltre c’è l’aspetto economico: i piatti serviti non si ripagavano quasi mai con il costo del menu degustazione e i componenti della brigata erano più o meno lo stesso numero dei commensali. Il ristorante non è mai stato redditizio e, sebbene avrebbe potuto far pagare quanto voleva, Adrià dice che non era mai stato concepito per avere successo come attività commerciale: «Non abbiamo mai valutato le materie prime in base a quanto costavano: una lenticchia valeva quanto il caviale».
La nuova idea di cucina e il rapporto con la Francia
Gravato dai debiti, El Bulli chiuse nel 2011. Ma questo approccio alla cucina di tipo artistico, con tutta la sua ingenuità e forse anche la sua spocchia, ha creato nel mondo della ristorazione l’idea che ogni chef potesse creare la propria cucina. Fino a quel momento, invece, vigeva una sottomissione più o meno netta ai canoni della gastronomia francese. Adrià afferma anche che «la cosa più importante di El Bulli è che ha dato potere a tutti. Era un po’ come lo slogan di Obama, “Yes, we can”».
Tuttavia, Adrià fu autore di tante mosse rivoluzionarie, ma mai quella di mettersi in conflitto con i francesi. «Sono quello che sono grazie alla Francia, ma questo non significa che la cucina francese non possa essere messa in discussione. Se tutto ciò che facciamo è riprodurre ricette canoniche, siamo soltanto dei robot».
Non comportarsi da robot e non pensare troppo alle finanze sono due temi talmente contemporanei che potrebbero essere sufficienti per guardare Genesi. Il resto ce lo racconteremo a fine anno.


