La Scozia vuole vietare la promozione dei cibi poco salutari, ma non tutti sono d’accordo

La Scozia vorrebbe vietare la promozione dei cosiddetti prodotti HFSS, ossia cibi ad alto contenuto di grassi, zuccheri o sale: diamoci un'occhiata.

La Scozia vuole vietare la promozione dei cibi poco salutari, ma non tutti sono d’accordo

La Scozia dichiara guerra ai cosiddetti prodotti HFSS – simpatico acronimo anglofono che si usa per indicare i cibi ad alto contenuto di grassi, zuccheri o sale; o più generalmente quelli che potremmo piazzare sotto il convenientemente ampio ombrello del “poco salutare”. Guerra che, è bene notarlo, si declina soprattutto per via mediatica: la proposta delle autorità governative è quella di limitare o addirittura vietare la promozione di tali alimenti – promozione da intendersi anche sotto la forma di buoni acquisto, riduzioni temporanee di prezzo, offerte di pasti e perfino come posizionamento all’interno dei punti vendita. Sapete che dolciumi e simili sono maliziosamente piazzati in prossimità delle casse per simulare una condizione di fretta che vi dovrebbe spingere all’acquisto compulsivo?

Difficile parlare di novità, in ogni caso. Oltre alla sopracitata proposta, è infatti bene notare che il governo scozzese aveva già proposto – poco più di un anno fa – di limitare la pubblicità degli alcolici, suscitando come diretta conseguenza l’ira dei produttori di whisky; ed Edimburgo si è già qualificata come prima capitale europea ad avere eliminato la carne dei menu delle proprie mense scolastiche. La visione, al netto di proteste e preferenze personali, pare chiara: in Scozia si vuole dare evidente priorità a un’educazione all’alimentazione sana.

Scozia contro cibi non salutari, tra approvazioni e critiche

supermercato

Ma torniamo a noi – la lista dei prodotti “banditi” comprende anche le bevande analcoliche con zuccheri aggiunti, snack salati (come le patatine, per intenderci), cereali per la prima colazione pronti per il consumo, dolci come caramelle e cioccolatini, dessert e budini, pizza, gelati e persino ghiaccioli. La lista, insomma, è ovviamente lunga.

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“La mia visione è quella di una Scozia in cui tutti mangiano bene e hanno un peso sano” ha spiegato Jenni Minto, ministro per la Salute pubblica e la salute delle donne. “La Scozia ha un problema di alti livelli di sovrappeso e obesità e di cattiva alimentazione, che possono avere gravi conseguenze per la nostra salute”.

La proposta ha incontrato il pieno favore di associazioni come Public Health Scotland e Food Standards Scotland; ma anche le aspre critiche della Fdf, la Food and drink federation Scotland, la “voce dell’industria alimentare e delle bevande” che annovera oltre mille membri nel Regno Unito.

“I nuovi piani creano una serie di regolamenti commerciali diversi per le aziende che vendono nei negozi scozzesi rispetto a quelli di altre parti del Regno Unito” ha spiegato a tal proposito David Thomson, amministratore delegato della Fdf. “Queste proposte avranno un impatto sproporzionato sui piccoli produttori scozzesi di alimenti e bevande e renderanno la vendita di alimenti in Scozia più complessa e costosa per tutti”.