Sarà l’Antico Vinaio, format portato a un enorme successo internazionale da Tommaso Mazzanti, a gestire il servizio di ristorazione di Palazzo Strozzi a Firenze. Per l’Antico Vinaio si tratta di un cambio di passo importante, dopo l’apertura di oltre sessanta negozi in tutto il mondo, che seguono la falsariga della storica focacceria di Firenze, fondata nel 1989 dalla famiglia Mazzanti. Il locale, nell’epoca social, ha poi avuto un’enorme boost di popolarità, grazie anche al claim “bada come la fuma” e poi, con la collaborazione di Joe Bastianich, ha aperto il suo primo punto vendita all’estero, negli Stati Uniti. Un successo che, come spesso accade con i fenomeni social, ha portato a lunghe code davanti ai negozi dell’Antico Vinaio, che ora preoccupano un po’ Palazzo Strozzi.
Quella di affidare all’Antico Vinaio la ristorazione di un luogo di cultura è comunque una decisione sicuramente particolare, ed evidentemente anche alquanto divisiva, con il risultato che la Fondazione Palazzo Strozzi si trova in questo momento al centro di un fuoco incrociato di polemiche che forse non aveva del tutto previsto, ma che con ogni probabilità erano prevedibili.
Cosa farà l’Antico Vinaio a Palazzo Strozzi
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In realtà non sarà il solito format dell’Antico Vinaio ad aprire a Palazzo Strozzi, ma – pur mantenendo la firma del luogo d’origine – il progetto è un tantino differente dal solito, come ha ampiamente spiegato Tommaso Mazzanti, rassicurando coloro che erano preoccupati dell’arrivo di un format di schiacciate d’asporto in un luogo così storico e centrale per la città.
In effetti, forse, le schiacciate ripiene, per quanto buone, non si adattavano così bene a uno storico luogo di cultura: così per l’occasione è stata coniata una formula bistrot più curata ed elegante che, vista la foga imprenditoriale di Tommaso Mazzanti, potrebbe un giorno diventare un nuovo format replicabile.
Come raccontato dallo stesso Mazzanti a La Nazione di Firenze, l’idea “sarà completamente diverso da Antico Vinaio”. A Palazzo Strozzi nascerà infatti “un’osteria contemporanea con tempi lenti”. “Un locale elegante, senza focacce d’asporto”. Colazioni, pranzi, merende, aperitivi e cene, con un servizio caffetteria e uno di cucina in cui certo la schiacciata sarà protagonista, ma non nel solito formato panino a portar via.
L’apertura è prevista per la fine di settembre 2026, ma non tutti sono felici della scelta.
Le polemiche sull’Antico Vinaio a Palazzo Strozzi
Le voci contro questa decisione non mancano di certo. C’è chi, semplicemente, discute l’opportunità di dare un luogo così significativo per la cultura fiorentina in gestione a un grande brand sviluppato su scala multinazionale. Una realtà imprenditoriale fiorentina di grande successo, certamente, ma che forse racconta una storia diversa da quella che si vuole associare a un luogo come Palazzo Strozzi.
Il tema non è solo quello che potrebbe essere indicato come un certo snobismo culturale: esiste anche un timore oggettivo di riempire uno spazio con una clientela più interessata al cibo e al brand e non al centro espositivo e ai suoi attori (Palazzo Strozzi ospita anche l’Istituto nazionale di Studi sul Rinascimento, la Classe di Scienze Politico-Sociali della Normale Superiore e il Gabinetto Vieusseux, storica istituzione culturale fiorentina). Nessuno di loro sembra volere il rischio di code di pubblico che cerca una foto instagrammabile. Così, il presidente del Gabinetto Vieusseux, Riccardo Nencini, ha scritto alla direttrice esecutiva di Palazzo Strozzi, Antonella Loiero, per avere lumi sulla proposta, e per conoscere i termini dell’accordo con l’Antico Vinaio.
Il progetto è attaccato duramente anche dall’europarlamentare Francesco Torselli, in quota Fratelli d’Italia che parla di un “fallimento di cinquant’anni di presunta superiorità culturale della sinistra in Italia” che si è inventata di aprire “un negozio di schiacciatine all’interno di Palazzo Strozzi” e chiede a Palazzo Strozzi con che criterio sia stato selezionato il marchio.
Insomma, la nuova impresa di Tommaso Mazzanti si preannuncia alla partenza una sfida più difficile del previsto, proprio nella città che ha decretato il suo successo.
