Dopo il sindaco di New York Zohran Mamdani, che ha annunciato per la fine del 2027 l’apertura del primo di cinque supermercati pubblici a prezzi calmierati, uno per ogni distretto della città, ad accarezzare l’idea di intervenire direttamente sulla GDO per alleviare le sofferenze delle tasche dei cittadini sembra essere il governo del Regno Unito.
Secondo diverse fonti infatti, il Tesoro inglese avrebbe suggerito ai grandi supermercati di fissare, si base volontaria, un tetto ai prezzi di beni come uova, pane e latte, offrendo in cambio un allentamento di alcune normative sul confezionamento e un rinvio delle modifiche alle regole sui cibi salutari.
I supermercati contro il governo

Il governo ha però cercato di prendere le distanze da queste indiscrezioni, e il ministro del Tesoro Dan Tomlinson è intervenuto nel programma Mornings with Ridge and Frost di Sky News, dichiarando: “Questa non è una cosa che stiamo considerando. Il governo non sta cercando di fare questo. Invece, ciò che stiamo facendo è guardare all’intera economia per vedere quali sono i diversi modi in cui possiamo aiutare le famiglie”.
Voci concrete o no, la reazione del settore della vendita al dettaglio è stata comunque di forte opposizione. Justin King, ex amministratore delegato di Sainsbury’s, ha suggerito che tali controlli potrebbero equivalere a una collusione illegale e ha puntato il dito contro le responsabilità governative: “Una buona parte dell’inflazione che abbiamo al momento è stata causata direttamente dal governo negli ultimi 12 mesi, quindi dovrebbero iniziare assumendosi la responsabilità dell’inflazione che hanno causato e fare qualcosa al riguardo”.
Dal punto di vista delle associazioni di categoria, Helen Dickinson, amministratrice delegata del British Retail Consortium (BRC), ha esortato il governo a cambiare approccio: “Invece di introdurre controlli sui prezzi in stile anni ’70 e cercare di costringere i rivenditori a vendere merci in perdita, il governo deve concentrarsi su come ridurrà i costi delle politiche pubbliche che in primo luogo stanno facendo salire i prezzi alimentari”.
Mentre le discussioni sui calmieri volontari sembrano aver perso slancio, la Cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves sta pianificando nuovi poteri per le autorità di regolamentazione per colpire il cosiddetto price gouging, ovvero l’aumento ingiustificato dei prezzi durante le crisi. Reeves ha spiegato la sua posizione affermando: “Quando gli eventi globali fanno lievitare i costi, le famiglie lavoratrici sono le prime a risentirne. Non tollererò che nessuno sfrutti una crisi per fare soldi facili”.
Nonostante le smentite su un calmiere formale, un portavoce del Tesoro ha ribadito l’impegno istituzionale dichiarando: “La Cancelliera è stata chiara sul fatto che vogliamo fare di più per aiutare a contenere i costi per le famiglie, e fornirà maggiori dettagli a tempo debito”. La situazione rimane complessa, con l’inflazione alimentare nel Regno Unito che si attestava al 3,8% in aprile e previsioni che indicano possibili aumenti futuri a causa delle tensioni in Medio Oriente.
È ormai evidente che l’idea di intervenire direttamente sui prezzi dei supermercati non sia più un tabù per governi e autorità locali: c’è da chiedersi se questo tipo di approccio troverà terreno fertile anche da noi.

