Per i ristoranti di Gordon Ramsay in Inghilterra si è superato il fatturato di 100 milioni di sterline, tuttavia non c’è nessun utile, anzi, il bilancio è in perdita di 5,8 milioni di sterline. È tuttavia andata un po’ meglio rispetto all’anno scorso, in cui le perdite ammontavano quasi al doppio. In sostanza le perdite ci sono sempre, ma sono state ridotte perché il gruppo è riuscito ad aumentare di parecchio il fatturato, il che è stato preso come una buona notizia da chi è al vertice della Gordon Ramsay Restaurants. Il business britannico dello chef è da diversi anni sotto pressione, con perdite nelle società che compongono il gruppo che risalgono almeno al 2020; prima della pandemia il gruppo di Gordon Ramsay era redditizio: nel 2019 aveva realizzato 15,2 milioni di utile, ma on il Covid è passato in perdita, arrivando a un punto massimo di rosso di 6,8 milioni di sterline nel 2021.
Secondo quanto dichiarato al Guardian da Andy Wenlock, amministratore delegato di Gordon Ramsay Restaurants, l’attività del 2026 è stata favorita dalla messa in onda a febbraio del documentario Netflix Being Gordon Ramsay e dall’apertura del centesimo ristorante del gruppo, il Bread Street Kitchen & Bar a Bishopsgate, nella City di Londra, uno uno dei 5 diversi ristoranti che occupano i piani superiori della torre 22 Bishopsgate e che sono stati aperti ad aprire da febbraio 2025. E non ci sono solo le aperture londinesi: nel 2026 il gruppo ha aperto anche un Gordon Ramsay Steak a Vancouver, Hell’s Kitchen a Ibiza e nuovi ristoranti in Medio Oriente e Asia.
A livello globale, la società, che gestisce 103 ristoranti compreso il gruppo britannico, ha aumentato il fatturato del 7% rispetto all’anno precedente, raggiungendo il record di 151,8 milioni di sterline. Dunque, a livello globale, la società tiene, anzi, ha aumentato il proprio EBITDA, cioè il margine operativo lordo prima di interessi, imposte, ammortamenti e svalutazioni, ma la situazione resta comunque da osservare, visto che quest’anno non sono stati distribuiti dividendi agli azionisti.
La Gordon Ramsay Restaurants ha siglato nuovi accordi di licenza negli Stati Uniti e ha dichiarato che le partnership in licenza, gli accordi di franchising e quelli di gestione sono destinati ad avere un ruolo sempre più importante nella crescita.
Gordon Ramsay possiede anche una società di produzione televisiva
![]()
Un gruppo così consolidato ed eterogeneo ha anche una solida macchina di marketing, e forse Gordon Ramsey è, tra gli chef noti anche a chi non si occupa di cucina, il volto più televisivo di tutti. L’ultima fatica della produzione televisiva del gruppo è stato appunto il documentario Being Gordon Ramsay, la cui prima stagione è uscita su Netflix il 18 febbraio 2026, in concomitanza con il lancio dell’ultimo ristorante londinese. Interessante notare che l’investimento nell’apertura di 5 ristoranti all’interno della torre nella City di Londra ammonta a 20 milioni di sterline, come riportato dal Corriere, ed è l’investimento più importante mai fatto dal gruppo.
La serie – o più precisamente una docuserie – segue Ramsay nella preparazione del suo più grande progetto di ristorazione, intrecciandolo alla sua vita familiare (si vedono anche la moglie Tana e le figlie Tilly e Holly). Il centro narrativo dell’ultima puntata è proprio l’apertura, con la solita dose estrema di ansia: dopo un’apertura parziale e caotica, mancano dodici ore all’arrivo degli ospiti e il team deve risolvere gli ultimi problemi.
Inutile dire che la voglia che ti resta, dopo aver guardato la serie, di fare un giro in quel ristorante, è uno dei fattori che ha contribuito alla crescita del fatturato del gruppo. Vedremo come va l’anno prossimo, quando gli investimenti saranno minori, e si dovranno di nuovo contare gli utili.

