California: in fila per comprare torte, cioccolato e tè alla marijuana

Quanti biscotti si ricavano da 28 grammi di cannabis?

Se la domanda vi sembra provocatoria, sappiate che in questo momento parecchi californiani si stanno arrovellando nel dubbio culinario.

Perché, con il nuovo anno, la California ha legalizzato la marijuana a scopo ricreativo, concedendo a tutti i cittadini che abbiano compiuto 21 anni una coltivazione fino a sei piante, nonché il possesso pro capite di un’oncia, che corrisponde appunto a 28 grammi.

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La legge, in vigore dal 1 gennaio 2018, arriva dopo il referendum del 2016 e aggiorna quella sull’uso medico della pianta, già legale dal 1996. La California diventa così il sesto Paese statunitense, dopo Colorado, stato di Washington, Oregon, Alaska e Nevada ad accogliere “l’erba” per finalità ludiche, distensive o altre eleganti definizioni.

Una bella gatta da pelare. Considerate che la California, con i suoi 39,5 milioni di abitanti, è uno stato mastodonte rispetto ai cinque che lo hanno preceduto, e che le implicazioni economiche saranno numerose, senza contare che il commercio della cannabis è ancora considerato un reato a livello federale. Il governo della California ha già messo le mani avanti con 276 pagine di precetti, per impedire abusi e mettere tutti puntini sulle i.

In cucina sarà concesso l’uso (ri)creativo, con qualche vincolo: niente marijuana mischiata a prodotti ittici e caffeina. E che non si tenti la via dei distillati, perché la combinazione cannabis – alcool sarà illegale come quella con la nicotina.

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Per intendersi: aprire un coffee shop con spinello annesso sul menu resta complicato, in compenso la California potrebbe riempirsi di pasticcerie alternative.

Torte, gelati e biscotti alla cannabis sono in vendita dalle prime ore del 2018, e tra le attività a tema che hanno aperto bottega proprio ieri bruciando le tappe saltano fuori le nuove tendenze, tea party e bake sale: eventi social a base di tè alla cannabis e vendite di dolci alla canapa per beneficenza.

Attenti, però, a non coinvolgere i più piccoli: la cannabis nelle caramelle e in qualunque dolciume possa trarli in inganno è vietata, mentre è consentita nel cioccolato.

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Comunque, la situazione è abbastanza confusa. Ora come ora la marijuana non può essere consumata nei luoghi pubblici mentre manca un limite alle dimensioni delle coltivazioni. Vuoto normativo che allarma i piccoli produttori californiani e che potrebbe allettare latifondisti e colossi industriali, se si pensa che il mercato della cannabis in California valeva 7 miliardi di dollari prima dell’introduzione di questa norma.

Quale sarà la prima multinazionale del cibo a proporre uno snack rilassante?

[Crediti | Link e immagini: Los Angeles Time]

Chiara Cavalleris Chiara Cavalleris

2 gennaio 2018

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