Evidentemente, dopo quindici stagioni, Masterchef sentiva il bisogno di rinnovarsi almeno un po’. Lo abbiamo detto anche noi, che forse è ora di fare qualche cambiamento, nonostante il grande successo di ascolti dell’ultima stagione e il trio perfetto di giudici alla conduzione del programma. Il fatto è che nulla è eterno, nemmeno il cooking show più celebre del mondo, e forse bisogna dargli una svegliata prima che il pubblico migri altrove. Intendiamoci: al netto di qualche sensazione di deja vu, e di una Masterclass 2025 non particolarmente entusiasmante, a noi l’ultima edizione di Masterchef è tutto sommato piaciuta, così come le precedenti, ma iniziamo ad avvertire una certa noia, e d’altra parte sarebbe anche strano il contrario, dopo così tanti anni passati tra Mistery Box e Invention Test.
Di sicuro ci hanno pensato negli Stati Uniti, là dove Masterchef è stato trasmesso per la prima volta nel 2010. Anche loro si apprestano a dare il benvenuto alla stagione numero 16, che debutterà il 15 aprile 2026 su FOX e che sembra voler dare un po’ di pepe al format con un piccolo cambiamento che trasforma il gioco culinario in una battaglia tra le cucine del mondo.
Cos’è MasterChef: Global Gauntlet
La nuova stagione di Masterchef USA, condotta dal trio Gordon Ramsay, Joe Bastianich e Tiffany Derry, sarà infatti accompagnata dal sottotitolo “Global Gauntlet” e si presenterà come una gara nella gara, mettendo l’una contro l’altra le cucine di tutto il mondo. La competizione sarà divisa in quattro vasti territori: Americhe, Asia Pacifico, Europa e Africa. Da ognuno di loro proverranno i vari sapori che i concorrenti dovranno preparare nella competizione, cercando di difendere la loro cultura culinaria.
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Nella promo, Joe Bastianich spiega che è “il meglio del meglio del mondo”, una sorta di campionato del mondo gastronomico che saprà dare ulteriore allo show. Ai concorrenti verrà richiesto di portare sempre di più la loro cultura d’origine nei piatti – cosa che in effetti viene sollecitata anche negli aspiranti Masterchef italiani – in un mix di sapori che sembra particolarmente interessante in un Paese multietnico come gli Stati Uniti d’America.
I precedenti “fil rouge” a Masterchef USA
In realtà c’è da dire che Masterchef USA, a differenza del Masterchef nostrano, ha già da qualche anno introdotto l’elemento del filo conduttore, del sottotitolo che pone sotto una lente diversa tutte le prove affrontate dai cuochi amatoriali.
Se quest’anno il tema è appunto il giro del mondo, la scorsa stagione era stata quella dei “Dynamic Duos”, dove le prove andavano affrontate in coppia, mentre quella prima aveva diviso i talenti culinari in quattro diverse generazioni: Baby Boomers , Generazione X , Millennials e Generazione Z.
Nella stagione 13 ai concorrenti era stato richiesto di rappresentare le quattro zone degli Stati Uniti d’America, mentre quella ancora prima era stata all’insegna del “Back to Win” con il ritorno di venti ex concorrenti del programma, tra cui anche due ex concorrenti di MasterChef Junior.
Insomma, la questione del sottotitolo che racconta qualcosa di diverso è stata introdotta da tempo in Masterchef USA, e ci sembra sia un bel modo per creare un po’ di brio e per rendere una stagione diversa dall’altra. No?
