di Veronica Godano 29 Giugno 2020
pasticcini

Decine di cittadini  sono stati colpiti da un’intossicazione alimentare a causa di numerosi batteri rinvenuti nei gelati e nella ricotta di una pasticceria nella zona centro-nord di Messina. I campioni sono stati prelevati da un locale chiuso per sporcizia e poi riaperto e il risultato è quello di un rischio salmonellosi.

Poi, ieri, il sequestro di un laboratorio-deposito appartenente alla stessa attività dolciaria, sempre per carenze igienico-sanitarie. A occuparsi delle analisi il “Servizio igiene della produzione, trasformazione, commercializzazione, conservazione degli alimenti di origine animale e loro derivati” dell’Azienda sanitaria provinciale, guidato dal dott.re Santi La Macchia che riferisce di una concentrazione altissima di batteri di salmonella. Dunque, nel capoluogo siciliano il Coronavirus sembra essere scivolato in fondo alla lista dei motivi di preoccupazione in questi giorni.

Durante la fase 3, il servizio sanitario continua a setacciare il centro cittadino e sono diverse, ahimè, le irregolarità riscontrate. Si fa attenzione al rispetto delle norme igienico sanitarie e allo stato di conservazione degli alimenti. Ma si tratta di anomalie riscontrate da Nord a Sud. Basta pensare al recente caso di Torino, dove una gastronomia è stata chiusa per blatte in cucina e alimenti mal conservati, e a Pescara, in cui un topo si aggirava indisturbato nelle vetrine di una gelateria. Anche se, in quest’ultimo caso, la questione è stata risolta con gelato gratis per tutti.

Fonte: [Gazzetta del Sud]