Ieri con eccesso di sintesi, o magari per fare i brillanti, quelli di Italia Oggi l’hanno chiamata “Nespresso dei condimenti” (solo per abbonati).

Noialtri qui, andiamo più cauti. Si tratta di un’idea ambiziosa, perfino troppo all’avanguardia in un paese in cui l’olio si comunica con la pelle brunita dal sole e le mani rugose dei contadini che raccolgono le olive.

Signore e signori vi (ri)presentiamo Eva, ovvero la macchina che permette di farsi l’olio in casa.

Anzi no, diciamolo meglio. Eva è un frantoio in miniatura brevettato, grande quanto una macchina da caffè, dove spremere a freddo olive calabresi di varietà diverse, denocciolate e conservate grazie al calo repentino della temperatura (“criogenesi”).

L’ideatore è Antonio Pagliaro di Fresco by Revoilution, start up calabrese già nota ai lettori di Dissapore per aver messo in commercio, circa un anno fa, un prodotto simile –Revoilution appunto (omonimo dell’azienda)– capace di produrre in 40 minuti una bottiglietta da 250 ml. di olio espresso, inserendo in un cilindro cubetti di polpa di olive pressata e già denocciolata, fornita dall’azienda, sottovuoto.

Esattamente come si fa con le cialde per il caffè.

[Un italiano ha inventato la macchina per fare l’olio in casa come fosse caffè]

Allora, per ottenere un litro d’olio, al netto dei 500 euro necessari per comprare la macchina, servivano all’incirca 16 euro.

Costo a parte, restavano incognite non da poco, come la qualità dell’olio o la provenienza e conservazione delle olive, tanto da spingerci a parlare con il giovane startupper calabrese, master in Bocconi a Milano e già vincitore di un Grant, premio che l’Unione Europea conferisce agli ideatori di prodotti innovativi.

[Revoilution: cose da sapere sulla macchina per fare l’olio in casa]

Oggi, Pagliaro (nipote di olivicoltori) –non sappiamo dire se per ostinazione o visti i successi ottenuti da Revoilution– ci riprova con Eva.

Una macchina “dalle curve morbide e sinuose, dalle linee pulite e dalle dimensioni compatte” come si legge nel sito aziendale, capace di “abbinare la complessità di un vero frantoio con la semplicità di un frullatore”.

Come funziona?

“Tutto ciò che devi fare per iniziare la spremitura è aprire il coperchio di EVA, inserire nel cestello le polpe di olive create dal team Fresco, chiudere il coperchio e premere il pulsante di avvio”. Si può scegliere tra “la modalità ‘fast’, per ottenere fino a 150 ml. in soli 20 minuti, oppure ‘standard’, per ottenere 180 ml. in 40 minuti. La cura meticolosa di ogni suo componente ne rende l’impiego intuitivo, veloce ed affidabile”.

Si sottolinea la possibilità, per ognuno, di ottenere il blend d’olio preferito, più ricco di polifenoli perché appena franto, con anche la possibilità di aromatizzarlo durante il processo di frangitura.

Ambiziose le prospettive di Pagliaro: incrementare i guadagni degli olivicoltori, valorizzare le piccole varietà autoctone, “rilanciare il settore creando fino a 50mila nuovi posti di lavoro”.

Poco modesti anche gli obiettivi di fatturato, Pagliaro, che da qualche giorno ha un nuovo socio, Ciro Immobile, il goleador della serie A e giocatore della Lazio, auspica di “raggiungere il milione di euro nel primo anno e i 30 milioni in 5 anni” stringendo nel frattempo accordi con piattaforme digitali come Amazon e Eataly.

Ed ecco, finalmente, la risposta alla domanda che vi si legge in faccia: quanto costa Eva?

[Saper scegliere l’olio d’oliva]

Fornita in comodato d’uso gratuito a ristoratori e famiglie, ha un canone mensile che va da 29 a 400 euro, a seconda del quantitativo d’olive ordinato.

Ora che sapete tutto, la domanda ve la facciamo noi: comprereste la Nespresso dei condimenti?

[Crediti | Italia Oggi]

commenti (5)

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  1. Avatar Ganascia ha detto:

    Con la quantità di zone di produzione eccellenti in Italia, con prezzi umani all’origine, direi che questo si configura come giochino per milanesi.

  2. Avatar Paolo ha detto:

    Riprovo: lo spiegate anche a me cosa e gnifica: ‘comodato gratuito… da 29 a400 Euro al mese’?
    È gratuito o c’è un canone di servizio?

  3. Avatar Danilo Giuseppe Cacucciolo ha detto:

    E’ senza dubbio un progetto (oramai realtà) molto interessante ed affascinante ed a chi ha saputo pensarlo, crederci e realizzarlo và il mio plauso più sincero.

    Però, io non la comprerei mai. Sono pugliese, entrambi i miei nonni (materno e paterno) erano proprietari di frantoi, da cui sono cresciuto di fatto nell’olio. Quello buono, e di cui assaporo ogni goccia proprio perchè conosco tutta la sua storia.

    Ora, il mini frantoio è spettacolare, ma non ditemi che devo usare le cialde. Non ditemi che non posso crearmi io il blend che più preferisco, magari con le olive della mia campagna.

    Questa è la grande pecca e questo è il motivo per il quale certamente non lo comprerò.

  4. Avatar ROSGALUS ha detto:

    Mah !
    Tante diavolerie per produrre porcherie.
    Gli olii di eccellenza sono tantissimi.
    Perchè allore tediare gli italiani con ignobili intrugli che sicuramente qualsiasi macchinetta del genere è perfettamente in grado di proporci ?
    E poi le olive appena colte , dove le trovo ?

    Alla GDO ?
    O dall’0rtolano ?
    Suvvia siamo seri !

    Allora regaliamoci gli splendi Olii, toscano, o liguri di taggiasca, o dei monti Iblei, oppure dell’Algherese e Bosa, o della Sabinia, per non parlare degli ottimi pugliesi e chi piu’ ne ha piu’ ne metta.

    In malora le macchinette.