Nuovo regolamento UE sulla plastica: il take away fai da te al ristorante funzionerà?

Il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi "salva" l'insalata in busta, ma colpisce i contenitori in plastica monouso. Cambiano anche le regole per il take away.

Nuovo regolamento UE sulla plastica: il take away fai da te al ristorante funzionerà?

La spesa tre punto zero è tra noi – o meglio, lo sarà tra qualche manciata di anni. Siamo passati, per farla (estremamente) breve, dalla spesa al mercato a quella al supermercato, approdando ora al take away fai da te direttamente al ristorante. Si scherza, certo, ma nemmeno troppo: il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi, frutto del recente accordo tra Consiglio e Parlamento Ue, ha al suo interno passi all’indietro e il seme di nuove, potenziali tendenze.

Partiamo dal presupposto che l’insalata in busta, già protagonista di una campagna di difesa da parte di Coldiretti, è “salva” – o comunque continuerà a popolare gli scaffali sei supermercati per il futuro prossimo. Cambiano nettamente le carte in tavola, invece, per diversi altri imballaggi in plastica monouso, che spaziano dalle salse in mono-porzione (così come per la panna, lo zucchero e via dicendo) ai flaconcini comunemente offerti dagli alberghi: il loro tempo è agli sgoccioli.

Plastica, frutta e verdura, take away: tutti i dettagli del nuovo regolamento UE

spesa

Tempo che, come accennato in apertura di articolo, è misurabile nella dimensione del futuro prossimo: le nuove regole comunitarie dovrebbero entrare del tutto in vigore nel 2030 e poi essere verificate dopo altri tre anni. Ma torniamo a noi: via anche i contenitori in plastica per la frutta e la verdura fresca non trasformata con dosi inferiori al chilo e mezzo (esclusa, come dicevamo, l’insalata in quanto già tagliata); via le borse di plastica molto leggere (salvo le doverose eccezioni sanitarie, come per manipolare gli alimenti sfusi). Ai produttori il compito di trovare un materiale sostitutivo meno inquinante.

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Numeri alla mano, l’obiettivo dell’Unione europea è fondamentalmente quello di ridurre i rifiuti da imballaggio del 5% entro il 2030, del 10% entro il 2035 e del 15% entro il 2040 rispetto alle quantità registrate nel 2018.

C’è poi una interessante novità, brevemente anticipata nelle righe precedenti, per quanto concerne il cibo d’asporto e il take away: le imprese dovranno assicurare ai loro clienti l’opzione di utilizzare i contenitori portati da casa senza costi aggiuntivi. Una sorta di take away fai da te, per l’appunto, che a un primo sguardo sembra in grado di ben combinare la comodità intrinseca al cibo d’asporto con un approccio più pulito.

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Vale la pena notare, in chiusura, che gli imballaggi che andranno a toccare direttamente gli alimenti dovranno necessariamente avere una quantità ridotta di Pfas, sostanze chimiche artificiali estremamente longevee notoriamente associate all’insorgere di numerosi problemi di salute, tumori compresi, che (tra le altre cose) sono anche state individuate nell’acqua potabile in Lombardia; e che i nuovi obblighi potranno di fatto essere “evitati” tramite l’utilizzo di materiali in gran parte riciclati.