di Cinzia Alfè 24 Gennaio 2018

C’era una volta il reato di diffamazione. Sorpresa: quel reato esiste ancora.

Anche se, colto e non di primo pelo (64 anni), ti sei auto-proclamato critico gastronomico di primo livello scrivendo la recensione del ristorante in cui hai appena terminato di cenare.

Ma se superi la misura rendendo noto tramite TripAdvisor che il ristorante, nel caso di specie l’osteria La Guercia, accanto a piazza del Popolo, nel pieno centro di Pesaro, è una “pessima trattoria”, o una “deludente miscellanea di maleducazione e dozzinalità”, e che si mangia “pessimo cibo con una pessima qualità degli ingredienti” oppure che “il vino è acido”, e tutto in una sola spietata recensione, allora il ricorso alle vie legali da parte degli osti è assicurato.

[I commenti non sono diritto di critica, 3 indagati per diffamazione]

Stando infatti alla recensione

— il vino era “un vergognoso liquido, acido e imbevibile”;
— i crostini “indecorosi, data la scarsissima qualità degli ingredienti”;
— le tagliatelle “condite con un ragù ricondizionto”
— Il baccalà “reso piccante da spezie aventi l’ingrato compito di dare a un pesce un sapore che aveva completamente perso probabilmente a causa della lunga permanenza nelle cucine della Guercia”.

Così i quattro titolari della trattoria pesarese –dopo aver specificato che se ordini vino sfuso non puoi pretendere di avere Brunello di Montalcino, e che i crostini sono fatti da un produttore locale che non utilizza né conservanti né additivi ma soltanto sale e pepe– e  dopo aver letto su TripAdvisor la recensione avvelenata, peraltro firmata con nome e cognome, non hanno esitato a chiamare l’avvocato per portare il sedicente critico davanti al giudice.

[Querela per TripAdvisor e l’utente che ha scritto “camerieri pezzi di me…”]

Di fronte alla prospettiva di finire in tribunale accusato di diffamazione aggravata, il mortifero commentatore ha pensato di venire a più miti consigli, proponendo una transazione pagata 1100 euro per il ritiro della querela d parte dell’osteria La Guercia.

Perché di fronte alla diffamazione aggravata, non ci sono schermi né tastiere che ti possano salvare.