di Giulia Caligiuri 28 Febbraio 2014
Vecio pozzo di Venezia

La diffamazione, si sa, è perseguibile per legge. Ma non su Tripadvisor. O almeno, ancora non si è capito. Che il famoso sito, diversamente amato dai gourmet di tutto il pianeta, possa essere considerato uno strumento di democrazia esemplare e, allo stesso tempo, un oltraggioso mezzo di demolizione, è ormai noto.

Di certo, che ci piaccia o no, la sua forza mostra un nervo scoperto e suscita reazioni di ogni tipo.

L’ultimo a perdere le staffe è stato il titolare dell’osteria veneziana “Al Vecio Pozzo”, Alessandro Lanza, che insieme ai suoi camerieri si è deciso a sporgere querela penale per ingiuria e diffamazione a proposito del contenuto di una recensione presente su TripAdvvisor, pubblicata due anni fa da un cliente straniero, “TonyL815-Brooklyn New York”.

Il contenuto della recensione? Apprezzamenti sul cibo del locale, ma sonore offese nei confronti del personale. “Great food”, “horrible” il servizio, “a bunch of scumbag” (“pezzi di m…”) i camerieri.

Forse gli avevano scritto anche loro le parolacce sullo scontrino?

Torniamo all’algida cronaca: il procedimento risale già a qualche tempo fa e il pm Massimo Michelozzi ne aveva chiesto l’archiviazione, poiché il responsabile della recensione non era identificabile.

Ma gli avvocati del ristoratore rilanciano.

Così, nei prossimi giorni si deciderà se archiviare del tutto il caso o se riaprire le indagini che riguardano non solo il commentatore straniero, ma anche la società, accusata di mancato controllo: “TripAdvisor ha una sede a Milano e non si capisce perché non sia possibile chiedere informazioni utili per un’indagine di polizia” sostengono gli avvocati.

Il futuro del portale è quindi nelle mani del gip Andrea Comez: nel caso in cui dovesse decidere di procedere, creerebbe un precedente per cui le offese presenti sul sito e rivolte al personale dei locali recensiti, diventerebbero sempre e comunque frutto di denunce e querele da accogliere.

Ora che TripAdvisor sia uno strumento demoniaco e spesso scorretto lo abbiamo gridato ai quattro venti da tempo immemor (uno, due, tre) e, ma che debba farsi garante di ogni paturnia argomentativa pare esagerato? O siamo troppo garantisti?

[Crediti | Link: Il Messaggero, Fanpage, Corriere Veneto | Immagini: Flickr/Rich and Ernie, Google +]