di Manuela 11 Maggio 2020
mensa

In Veneto è stato raggiunto l’accordo che trasforma i ristoranti chiusi in mense aziendali. Per la serie: come risolvere due problemi in un colpo solo. Era già nell’aria da qualche giorno questa proposta, ma adesso Confartigianato Venezia e Confesercenti Metropolitana Venezia Rovigo hanno annunciato l’avvento di questa singolare alleanza.

Dicevamo: due problemi. Da un lato abbiamo i ristoranti ancora chiusi al pubblico. Anche se si parla di possibili riaperture a partire dal 18 maggio rispettando i protocolli di sicurezza che il Governo indicherà, nulla indica che effettivamente i ristoratori riusciranno a lavorare di più: tutto dipenderà da quanto riusciranno a mettersi a norma in tempo, se tali regole saranno facilmente applicabili e se i clienti torneranno a frequentarli. E’ vero, ci sono le consegne a domicilio e l’asporto, ma da soli non bastano per far ripartire le attività.

Dall’altro lato abbiamo le aziende che sono ripartite, ma che non possono organizzare la pausa pranzo all’interno. Esempio: molti cantieri edili hanno ricominciato a lavorare, ma i protocolli di sicurezza vietano di fare la pausa pranzo dentro i locali. Solo che i ristoranti e i bar sono chiusi, quindi come fare? In questi primi giorni, operai e dipendenti si sono arrangiati, ma non si può certo continuare così.

Da qui arriva la singolare proposta: grazie all’ultima ordinanza regionale, i ristoranti possono trasformare i locali attualmente chiusi in servizi mensa. L’accordo ideato è semplice: ogni azienda artigiana stipulerà un contratto specifico con un ristoratore prescelto, il quale diventerà la “mensa aziendale” di quella singola attività.

Il ristorante, rispettando la normativa e le misure di sicurezza previste, farà entrare un numero determinato di operai per volta, garantirà il rispetto di orari e distanziamento sociale. E’ previsto, però, che un singolo ristorante possa diventare la mensa di più imprese, ma in questo caso dovrà garantire spazi separati. Ovviamente un sistema del genere non potrà essere attivato da tutti e starà a Confesercenti indicare quali siano i potenziali esercizi di ristorazione che saranno capaci di attivarsi in tal senso.