di Anna Silveri 13 Luglio 2018

Un esposto per circonvenzione di incapace e violenza privata.

Sono questi i reati che i due figli maschi di “mister San Carlo”, vale a dire Alberto Vitaloni, 83 anni, proprietario di Unichips Finanziaria –il colosso degli snack che controlla il marchio di patatine San Carlo e altri snack salati come Pai, Flodor, Highlander, Wacko’s e Autentica Trattoria–  addebitano alla sorella Susanna, dopo che un ictus ha molto debilitato il padre nel 2015.

Nel dettaglio, i figli lamentavano che il proprietario di San Carlo, donato a ognuno dei tre eredi il 15% delle quote nel marzo 2016, pochi mesi dopo, in seguito alla scomparsa della loro madre, abbia concesso alla sorella un ulteriore 35,04%, portandone la partecipazione al 50,04%, con tanto di controllo del gruppo che fattura 315 milioni l’anno e per cui lavorano 2.200 dipendenti.

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Una scelta, secondo i due fratelli, non spontanea, ma indotta dalla sorella stessa, per questo avevano chiesto al Tribunale milanese un amministratore di sostegno per l’anziano padre.

Al contrario, nei giorni scorsi, dopo aver raccolto diverse testimonianze sullo stato di salute del padre, la Procura ha ritenuto che le scelte del padre non sono state indotte per volontà della figlia Susanna, decidendo di archiviare il caso.

La malattia che ha portato Alberto Vitaloni a una pesante afasia, cioè alla perdita della voce, non lo ha privato delle comuni doti di autodeterminazione.

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Dopo la richiesta di archiviazione, i due  figli hanno ritirato l’istanza di nomina di un amministratore di sostegno, pur non avendo terminato il loro percorso giudiziario, per quanto in senso opposto: resta in piedi una causa del 2017 intentata proprio dal padre Alberto, che chiede ai suoi figli maschi il pagamento di una penale di 16,5 milioni di euro per violazione di un patto di sindacato stipulato nel 2016.

Un’altra grossa lite familiare che, anche in questo caso, si risolverà probabilmente con un nulla di fatto.

[Crediti | Corriere]