di Luca Iaccarino 11 Giugno 2018
Oscar Farinetti

Io non so se ci si è resi conto della portata storica di una scelta dell’attuale governo: per la prima volta ever le competenze del turismo sono state affidate al ministro per l’agricoltura.

In passato il turismo talvolta ha avuto un ministro tutto suo, talaltra è stato associato al dicastero della cultura.

Il ragionamento per cui si mettevano cultura e turismo assieme era, semplificando: l’Italia ha il maggior patrimonio culturale del mondo, gli stranieri vengono in Italia per il patrimonio culturale, indi chi gestisce il patrimonio gestisca anche chi lo visita.

[Sediamoci e ridisegniamo il mondo in base ai souvenir gastronomici comprati in vacanza]

La scelta rivoluzionaria del governo gialloverde sancisce un cambio di sensibilità ma anche di paradigma.

Sostanzialmente dice: guardate che la gente non viene in Toscana per gli Uffizi, viene per la fiorentina, non accorre in Sicilia per il barocco ma per la parmigiana, a Roma non per i fori ma per la carbonara.

Non mi stupisce quindi un certo interesse di Oscar Farinetti per quel che farà l’attuale governo (a parte che gli imprenditori sono come i passeggeri di un aereo: tifano sempre per il pilota, che sia alto, basso, biondo o bruno).

Anzi, da un certo punto di vista con FICO lui si era dato proprio questo obiettivo: attirare in Italia stranieri con il profumo degli agnolotti.

[Video: Farinetti dà i numeri del 2017 di FICO]

E’ giusto? E’ sbagliato? Il meglio del nostro paese è rappresentato da Leonardo o dai tortellini? Da Giuseppe Verdi o dalla mortadella?

Insomma: tira più Caravaggio o i bucatini?

[Crediti | Agi]