Si può tostare il caffè con l’energia solare?

Il processo di torrefazione richiede molta energia, ma c'è chi sta lavorando a delle alternative.

Si può tostare il caffè con l’energia solare?

L’industria del caffè affronta da tempo un serio problema di emissioni: tra i sottoprodotti della torrefazione dei chicchi con le classiche tostatrici a gas troviamo infatti anche monossido di carbonio, composti organici volatili e particolato. La gravità della situazione è emersa chiaramente all’inizio del 2026, quando una piccola torrefazione nello stato di New York è finita sotto i riflettori perché i residenti locali si erano ammalati a causa dell’inquinamento prodotto, aggravato dall’assenza di sistemi di abbattimento delle emissioni.

C’è però chi sta cercando di trovare un rimedio. Mentre il mondo intero si trovava nel bel mezzo della pandemia globale di COVID-19, Jenny e Billy Holland decisero di dedicarsi a due passioni apparentemente slegate tra loro: la tostatura del caffè e l’energia solare. Questa unione di intenti ha dato vita nel 2023 alla Sun Bean Roastery di Indianapolis, un’operazione completamente alimentata dal sole che utilizza tostatori elettrici per ridurre drasticamente l’impatto ambientale. In un settore dove le emissioni sono spesso elevate e il consumo di energia sembra inevitabile, la loro scelta rappresenta una sfida alle convenzioni consolidate.

Torrefazione a energia solare

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Il sistema innovativo della Sun Bean filtra il fumo dallo scarico e ricicla il calore prodotto durante il processo. Questa tecnologia permette di consumare circa 20 volte meno energia rispetto a una tradizionale tostatrice a gas, riducendo contemporaneamente le emissioni dell’85%. Essere completamente alimentati dall’energia solare consente inoltre all’azienda di eliminare totalmente le bollette elettriche, rendendo il modello sostenibile anche dal punto di vista economico nel lungo periodo.

Fin qui tutto bene, ma questa tecnologia ha comunque un grosso limite che è quello della scalabilità. La maggior parte delle tostatrici elettriche ha infatti una capacità di appena due chili, una cifra irrisoria se confrontata con i quintali che i modelli commerciali convenzionali possono lavorare abitualmente. Per un’operazione di medie o grandi dimensioni, affidarsi esclusivamente all’elettrico richiederebbe una quantità di energia enorme, difficile da gestire. Nonostante queste restrizioni, Billy Holland sottolinea con orgoglio i risultati ottenuti dalla loro piccola realtà: “Possiamo facilmente produrre 300 sacchetti (da 8 chili) di caffè a settimana e rimanere comunque al 100% solari”.

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L’efficacia dell’energia solare nel settore dipende in larga misura dalla posizione geografica e dalle fonti energetiche che alimentano la rete locale. In stati come lo Utah, dove opera Publik Coffee Roasters, oltre il 90% dell’elettricità deriva da carbone e gas naturale. In questi contesti, l’uso di pannelli solari ha un impatto ambientale estremamente positivo perché compensa l’energia prelevata da fonti non rinnovabili. Missy Greis, proprietaria di Publik, utilizza inoltre un tostatore a infrarossi con ossidatore per ridurre le emissioni e non peggiorare la già critica qualità dell’aria di Salt Lake City.

Un altro esempio virtuoso è Wonderstate Coffee nel Wisconsin. Nonostante l’azienda utilizzi ancora tostatori a gas, la sua produzione di energia solare è così efficiente da generare spesso un eccesso che viene rivenduto alla rete elettrica. Nel 2025, la torrefazione ha consumato 17.729 kilowattora di energia, riuscendo però a generarne ben 21.414. Questo contributo è vitale in uno stato come il Wisconsin, che dipende per il 73,8% da carbone e gas naturale per il proprio fabbisogno elettrico.

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Per quanto sia chiaro che una rivoluzione totale del caffè a zero emissioni non sembri realizzabile nel brevissimo termine a causa dei limiti tecnologici, il contributo di queste realtà indica una direzione possibile. Per i consumatori, scegliere di acquistare da torrefazioni come Sun Bean significa sostenere un modello che mira a un impatto ambientale quasi nullo, e la consapevolezza di sostenere pratiche sostenibili aggiunge un valore profondo a ogni tazzina.

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