Siccità: nel Regno Unito falene e altri insetti stanno rischiando l’estinzione

Anche il Regno Unito è alle prese con la siccità: molte specie di falene e altri insetti sono a rischio di estinzione.

Siccità: nel Regno Unito falene e altri insetti stanno rischiando l’estinzione

Paese che vai, siccità che trovi: mentre l’Italia – e il Nord Ovest in particolare – è alle prese con una crisi idrica che potrebbe costare il 18% del suo PIL nazionale, pare che in quel d’Oltremanica la situazione non sia particolarmente migliore. Secondo uno studio recentemente pubblicato dall’ente di beneficenza per la fauna selvatica Butterfly Conservation e dalla Northumbria University, infatti, la morsa della siccità starebbe minacciando l’estinzione a livello locale di alcune specie di falene e altri insetti del Regno Unito, che faticano a sopravvivere in un clima sempre più secco e caldo.

La ricerca ha preso in esame i dati raccolti un periodo di 40 anni dai volontari del National Moth Recording Scheme di Butterfly Conservation, e scoperto che le falene ormai adattate al freddo tipico di questo angolo di mondo si stanno ritirando verso il Nord Ovest, mentre gli esemplari che si ostinano a rimanere nelle regioni meridionali e orientali stanno andando incontro alla propria estinzione.

La siccità nel Regno Unito e l’impatto sulla fauna locale

A onore del vero gli scienziati sottolineano che, nel corso degli ultimi decenni, la maggior parte delle falene adattate ai climi freddi ha già subito un drastico ridimensionamento della propria popolazione: un esempio lampante ci è fornito dalla Garden Tiger, che vanta bruchi in grado di sopravvivere a inverni lunghi e rigidi e dunque suscettibili alle temperature in costante crescita. Nel lasso temporale compreso tra il 1968 e il 2022, la popolazione di questa particolare specie è crollata dall’89%.

Siccità: Matteo Salvini promette oltre “un miliardo di euro nei prossimi mesi” Siccità: Matteo Salvini promette oltre “un miliardo di euro nei prossimi mesi”

Nell’esaminare casi come questo, i ricercatori hanno concluso che il pericolo di estinzione non sarebbe stato innescato solamente dalle temperature più alte, ma anche dal fatto che le piante che costituiscono la dieta delle larve di falene necessitano di precipitazioni abbondanti per sopravvivere.

Alla luce di quanto scoperto, gli scienziati hanno individuato la tutela della disponibilità di risorse idriche come priorità assoluta nel quadro delle risposte al cambiamento climatico: ridurre il numero dei pascoli per il bestiame, rallentare il corso dei fiumi e aumentare la copertura arborea sono strategie che potrebbero aumentare la capacità del paesaggio stesso di trattenere l’acqua e aumentare la disponibilità complessiva.

“Grazie agli sforzi di migliaia di volontari, ora sappiamo che esiste un forte legame tra il riscaldamento globale e il declino di molte specie che vivono nelle zone più fresche della Gran Bretagna” ha spiegato il dottor Richard Fox, capo della scienza presso Butterfly Conservation e coautore della ricerca. A soffrire i rigori della crisi idrica, tuttavia, c’è anche l’agricoltura: diverse colture lamentano raccolti mutilati, e in alcuni casi persino la semina sta diventando una scommessa.