Siccità, nelle Ande è emergenza: negli ultimi otto mesi ci sono stati solo due giorni di pioggia

Le Ande soffrono per la morsa crudele della siccità: due lagune sono completamente scomparse, e molte altre sono a rischio.

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La morsa della siccità è stata, per certi versi, il nostro cupo tormentone estivo: a lungo vi abbiamo raccontato delle conseguenze della carenza idrica e delle temperature eccessivamente alte sulla filiera dell’agroalimentare, con tagli produttivi e corsi d’acqua ridotti ai rispettivi minimi storici. A onore del vero stiamo ancora vivendo gli strascichi di quella che potrebbe senza troppe controversie essere considerata come un’emergenza nazionale (o perlomeno come il suo preludio), con un autunno che è stato caratterizzato da un caldo decisamente anomalo, fioriture fuori stagione e la stessa semina del grano che è stata messa in discussione fino all’ultimo. Mentre tuttavia il nostro caro vecchio Stivale sta trovano un poco di tregua durante il periodo invernale (ma la situazione, sia ben chiaro, è ancora lontana dall’essere risolta), in altre parti del mondo la carenza idrica è disperata come non mai: ci stiamo riferendo al Perù, dove le Ande sono praticamente prosciugate.

Una breve mappa della siccità: il caso della laguna di Cconchaccota

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La laguna di Cconchaccota, situata nel pieno cuore della regione di Arequipa, è pressoché scomparsa: i rapporti delle autorità meteorologiche locali indicano appena due giorni di pioggia negli ultimi otto mesi. Si trova in una situazione analoga anche la laguna di Taqraqocha, del tutto estinta per la mancanza di precipitazioni significative – due situazioni che hanno spinto verso il rischio di estinzione la fauna e la flora locali.

Il pericolo, naturalmente, è spaventosamente concreto anche per le comunità locali: prendiamo l’esempio della laguna di Cconchaccota, situata a 4100 metri sopra al livello del mare e che per anni ha fornito cibo e acqua al piccolo villaggio di allevatori sviluppatosi nelle zone limitrofe. La situazione, da queste parti, è davvero disperata: lo specchio d’acqua è stato fondamentalmente sostituito da terra secca, arida, fangosa; con le pecore che, rimaste senza di che nutrirsi, sono così deboli da non riuscire a reggersi in piedi.

Al momento in questa regione non c’è acqua potabile, fognature o servizio telefonico attivo; e per più di due mesi le richieste di aiuto dei locali alle autorità peruviane sono rimaste senza risposta. Degno di nota segnalare, in questo contesto, che la regione della Cconchaccota ha di fatto recentemente ricevuto 50,4 milioni di dollari per lo sfruttamento della miniera di rame della vicina La Bambas, la nona al mondo. Stando a quanto riportato dai media locali il primo segno di vita dalle autorità regionali è tuttavia giunto solo verso la fine di novembre, con la consegna di avena da foraggio per pecore, bovini e altri animali sopravvissuti.

Importante notare, infine, che anche il resto dell’America del Sud sta sperimentando l’atroce morsa della siccità: pensiamo, ad esempio, al caso dell’Argentina, che sta sperimentando la peggiore crisi idrica degli ultimi 30 anni; o al Cile, dove il lago di Penuelas è diventato un deserto.