di Cinzia Alfè 21 Agosto 2016
Rigatoni bolognese

“Ricetta dei rigatoni con ragù bianco bolognese”. Ecco, ci mancava solo il New York Times.

Non è bastata la torre di controllo di Bologna che riprendeva gli incauti componenti dello staff di Ryan Air twittando che a Bologna si possono gustare tagliatelle e tortellini ma no, niente “spaghetti alla bolognese” (come Dissapore aveva segnalato).

Non bastava che il giornalista della BBC, Michael Portillo, fosse stato convinto a suon di tagliatelle al ragù che gli “spaghetti alla bolognese” erano un’eresia sconosciuta a Bologna e in Italia, nonostante ci sia stato poi un illuminato, tal avvocato Gianluigi Mazzoni, che aveva annunciato trionfate di aver trovato dopo lunghi studi la ricetta dei “veri spaghetti alla bolognese”, rivelatisi poi dei semplici spaghetti conditi col ragù avanzato dal pranzo della domenica.

No, non bastava: ora ci si mette pure il quotidiano New York Times, “autorevole” per definizione, che se ne esce bello bello con la ricetta dei rigatoni con “il ragù bianco bolognese” (“Rigatoni with white Bolognese recipe”).

E, non pago di tale scempio, tra cipolle, carote, panna e funghi essiccati (???) si premura pure di sottotitolare la ricetta con una illuminante didascalia: “ il ragù bianco bolognese è un sugo di carne senza pomodoro, una variante che raramente vedrete in America”.

Ovvio che i bolognesi doc, stanchi degli errori di Ryanair, di Portillo e di tutti quanti messi assieme, siano insorti come un sol uomo contro l’ennesimo grossolano strafalcione su uno dei maggiori vanti della loro cucina tipica, e si siano scatenati sulla pagina Facebook del quotidiano americano con vari commenti.

Alla bolognese, new york times

C’è chi dice che con tono dotto, e facendo seguire tanto di ricetta, che “No, “Bolognese” non esiste in Italia e specialmente a Bologna, dove vivo. E’ un nome commerciale. A Bologna abbiamo una sugo chiamato “ragù alla bolognese” e lo usiamo con “tagliatella”,  non con spaghetti. Il ragù alla bolognese è fatto con cipolla, carota, sedano e salsa di pomodoro con carne”.

C’è chi, stremato, esordisce con toni da supplica, esordendo con un  “Fateci il favore, smettetela di associare l’Italia e Bologna a ciò che cucinate”.

C’è chi,  più prosaicamente, non va tanto per il sottile, e difende il patrio ragù con pomodoro in modo ben più diretto, rimarcando che “Questa è una porcheria! Io sono di Bologna e questa ricetta non esiste! Eliminate il post, è una offesa alla nostra cucina!”.

Altri, infine, elargiscono preziosi consigli al giornalista di turno, con un didascalico e lineare “Consiglio alla giornalista di farsi un viaggio a Bologna e scoprirà che qui non si mangia il ragù bianco, cioè senza pomodoro. Concludo dicendo che NON ESISTONO gli spaghetti alla bolognese con il ragù”.

Insomma, tutti compatti nel riprendere l’incauto giornalista del New York Times che, in effetti, non si capisce bene né dove sia mai andato a mangiare, in Italia, per gustare un “ragù alla bolognese in bianco”, né soprattutto dove sia andato a scovarne la ricetta, se non, forse, dall’Avvocato Mazzoni, specializzato appunto nel settore “ricette tradizionali farlocche rivisitate”.

Però, una cosa lasciatecela dire, amici di Bologna.

Certo, voi avete ragione: gli “spaghetti alla bolognese” in senso stretto non esistono, né tantomeno esiste una ricetta di “ragù alla bolognese in bianco”.

Ma esistono comunque le tagliatelle con ragù alla bolognese. Ed esiste il ragù in bianco, senza pomodoro, per quanto non possa fregiarsi dell’esclusivo titolo di “bolognese” ma solo del più semplice e generico “ragù”; ed è comunque  una ricetta apprezzata in tutta Italia.

Quindi, precisato che la vostra “eroica indignazione” è anche la nostra, e che l’assiduità con cui vi tocca spiegare al mondo l’infondatezza degli spaghetti alla bolognese fiaccherebbe anche la pazienza di Giobbe, forse sarebbe il caso di non essere così manichei in tutto ciò che riguarda il cibo.

Il rischio, altrimenti, è quello di passare per provinciali che s’indignano a comando, e con veemenza, appena si tocca la propria cultura della tavola.

Su questo italico tic ironizzarono molto i francesi al tempo del carbonara-gate.

Rendiamoci conto che non tutti coloro che nel mondo apprezzano la cucina italiana, e in particolare la vostra, sono così ferrati in denominazioni regionali che a volte sfuggono persino a molti italiani.

Oltretutto, se vogliamo andare a cercare nel pelo nell’uovo, non tutti i bolognesi lesti nel riconoscere l’errore altrui e nel riportare poi la “vera” ricetta del ragù come si fa a Bologna, hanno in effetti riportato la  versione  corretta, che noi amatori, per quanto non bolognesi, sappiamo bene contenere anche del latte (le sorelle Simili e Montersino insegnano), praticamente mai menzionato.

Insomma, non trasformiamo il sacrosanto rigore verso i capisaldi della vostra cucina tradizionale in  fondamentalismo regionale e intolleranza culinaria: per quello, ci sono già i vegani.

Per concludere, se è vero che gli spaghetti alla bolognese non esistono e il ragù in bianco alla bolognese manco, è vero però che esistono estimatori dei vostri piatti sparsi per tutto il mondo, e che li additano tra i migliori del pianeta, se pur con qualche strafalcione o qualche storpiatura.

Forse un po’ più di tolleranza non sarebbe inopportuna.

[Crediti| Link: New York Times, Repubblica Bologna, Il resto del carlino, Dissapore]